Record per un falso Leonardo. Ma è davvero falso?

Giovedì gnocca. Quest’espressione pecoreccia, usata con l’ironia stracult che si riserva ai film con Alvaro Vitali, compare in un blog erotico da poco varato (http://beabuozzi.wordpress.com), ma non deve trarre in inganno: i protagonisti sono scrittori, critici, giornalisti, attori a vario titolo del mondo culturale, non infermiere infoiate, morbosi medici della mutua e Pierini priapistici. Ma tutti, pur sempre, in tempesta ormonale e caduti nella rete di Bea Buozzi, il biondo avatar, l’alter ego, la maschera digitale dietro cui si nasconde una trentenne autrice televisiva milanese. La stessa Bea che imperversa su Facebook e ha tratto dall’esperienza un manoscritto che sta girando da un editore all'altro. Una vera e propria offensiva multimediale, dunque, la sua; contro le mutande più pazze della società letteraria.
Galeotto fu Facebook: il social network dove l’autrice viene abbordata da un importante scrittore di sinistra che l’avvolge in una nuvola di citazioni (naturalmente tratte dai suoi stessi libri!) e la seduce per poi abbandonarla e buttarsi su nuove prede. Dopo avere vissuto qualche mese attaccata al computer, lei decide di restare nel meraviglioso mondo dove chi sa tenere in mano la penna ne approfitta per rimorchiare pescando a strascico in Rete le groupies letterarie da presentazione alla Feltrinelli Caffè. Di qui l’idea di riproporsi su Facebook con un’altra identità, quella di Bea Buozzi appunto (la foto, per dire, è quella di una bionda bonazza patinata, scaricata dal sito di un parrucchiere), riagganciare lo scrittore vanesio e prenderlo un po’ per il naso. Magari non solo lui. Un po’ per curiosità antropologica, un po’ per vendetta. Ne viene fuori un roman à clef, un testo a chiave cioè, con protagonisti forse riconoscibili, ancora non pubblicato, e il blog appena messo online, oltre che la pagina su Facebook.
Ma chi sono i personaggi di questo universo di broccolaggio culturale? E come si comportano nel mondo virtuale e nella realtà? Il famoso scrittore, scisso tra la collaborazione a un giornale di sinistra e una casa editrice berlusconiana, separato e con figli, fa tutto il sentimentale (ma solo in fase seduttiva, prima di defilarsi), vive nella capitale e arriva a Milano per incontrare l’autrice televisiva il giovedì. Di qui il titolo del racconto liberamente ispirato alle sue gesta che compare nel blog, Giovedì gnocca. L’abitudine di legare la preda non gli appartiene, costituisce invece la specialità di un noirista milanese, che non fa mistero, nemmeno nei suoi libri, di prediligere le pratiche codificate dal divino marchese. Ma non ci sono solo scrittori. Volendo trovare qualche nesso tra inclinazioni culturali ed erotiche, possiamo cercare nelle pagine dedicate a un critico e blogger divoratore di libri che rifugge l'incontro vis-à-vis, mantiene tutto sul piano mentale e dimostra un’attrazione feticista per scarpe e altri accessori.
Poteva mancare un trans? Nella vasta schiera di ammiratori di Bea Buozzi c’è pure il bancario noto per avere scritto un libro dove racconta come ha rinunciato alla virilità. Operazione dopo la quale, paradossalmente, si è svegliato pieno di attrazione per le donne, piuttosto che per i partner di sesso maschile come in passato, ma ormai senza il prezioso strumento. Un kafkiano contrasto tra anima e anatomia per punire la metamorfosi sessuale? Se volessimo stare su qualche riferimento meno scontato, si potrebbe tirare in ballo il Tod Browning del film Lo sconosciuto (1927): c’è la chirurgia, le false identità, l’inganno seduttivo e persino il circo. Ma questo è letterario.
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