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Capanna, le origini di Montalcino

L’azienda della famiglia Cencioni è attiva nel territorio dalle fasi iniziali della denominazione Brunello ed è cresciuta con il tempo imponendosi negli anni come una realtà solida e stilisticamente piuttosto tradizionale. Le vigne sono concentrate soprattutto a Montosoli. Abbiamo assaggiato per voi il bianco Moscadello di Montalcino e il Rosso di Montalcino

Capanna, le origini di Montalcino
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L’azienda agricola Capanna nasce a Montalcino, nell’area di Montosoli, per iniziativa di Giuseppe Cencioni, affiancato dai figli Benito e Franco. Attiva già dagli anni Sessanta nell’imbottigliamento, ha attraversato le fasi iniziali della denominazione Brunello di Montalcino, alla cui fondazione contribuì lo stesso Cencioni come uno dei membri del primo Consorzio costituito nel 1966.

Nel tempo la produzione è cresciuta da poche migliaia di bottiglie fino all’attuale estensione di circa 25 ettari vitati, mantenendo una conduzione esclusivamente familiare. Oggi l’azienda è gestita da Patrizio e Amedeo, espressione delle generazioni successive, impegnati direttamente sia nella gestione agronomica sia in quella enologica.

I vigneti si trovano prevalentemente nella zona nord di Montalcino, con una forte concentrazione a Montosoli, area considerata tra le più vocate del territorio. Le condizioni pedoclimatiche - caratterizzate da suoli ricchi di galestro e da significative escursioni termiche - favoriscono la produzione di vini strutturati, dotati di acidità e equilibrio.

La superficie vitata, oggi interamente coltivata in regime biologico, comprende principalmente Sangiovese, affiancato da Moscato Bianco, Merlot e Pinot Grigio. I vigneti sono allevati a cordone speronato e situati tra i 250 e i 300 metri di altitudine. La gestione agronomica prevede pratiche orientate alla sostenibilità, come inerbimento e sovescio, oltre a interventi mirati sulla pianta, dalla selezione dei germogli alla gestione della chioma, fino al diradamento e alla raccolta con selezione delle uve.

La cantina è organizzata in diverse aree funzionali, dalla ricezione delle uve alla fermentazione, fino all’affinamento, al confezionamento e allo stoccaggio. In fase iniziale, sistemi di selezione meccanica e ottica consentono di individuare gli acini più idonei. La fermentazione avviene in parte in tini tronco-conici di rovere per le uve destinate a Brunello e Rosso di Montalcino, mentre serbatoi in acciaio inox sono utilizzati per altre denominazioni. I processi sono supportati da sistemi automatizzati per il controllo della temperatura e delle operazioni di cantina.

L’affinamento si svolge in botti di rovere di Slavonia di diverse capacità, collocate in ambienti seminterrati che garantiscono condizioni costanti di temperatura e umidità. Gli spazi produttivi, rinnovati nel tempo, conservano elementi originari e assicurano condizioni adeguate alla conservazione del vino.

Ho avuto l’occasione di degustare le nuove annate di due dei vini di Capanna. Il primo è il 2025 del Moscadello di Montalcino, un vino bianco doc da uve Moscato bianco in purezza, dal colore dorato tenue, dal profumo floreale e fruttato e dal gusto dolce ma equilibrato anche grazie a una bella spina acida. Un vino che si presta ad abbinamenti con pasticceria secca, dolci con creme e frutta. Il prezzo è attorno ai 15 euro.

Il secondo vino è il Rosso di Montalcino doc dell’annata 2023, da uve Sangiovese al 100 per cento. Che affina in botti di rovere di Slavonia per un periodo che va dai sei ai dieci mesi e poi riposa un po’ in bottiglia. Il colore è rosso rubino intenso, il naso tipici di frutta rossa e vaniglia, in bocca esibisce tannini delicati, una struttura mediamente potente, una buona persistenza. Si presta ad accompagnare primi con salse robuste, carni arrosto, salumi e formaggi di media stagionatura. Il prezzo è attorno ai 20 euro.

Gli altri vini prodotti sono tre etichette di Brunello di Montalcino (l’annata, il cru Nicco e il Riserva), il Sant’Antimo

Rosso, il Moscadello di Montalcino Vendemmia Tardiva, il Sant’Antimo Pinot Grigio, il Rosso Toscana Igt Rosso del Cerro, il Bianco Toscana Igp Sangiobì e il rosato Rosina. Poi c’è l’olio extravergine d’oliva e alcune grappe.

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