Leggi il settimanale

La truffa del filler: punturine low cost e pagamento cash ai falsi chirurghi. In un anno chiusi 14 centri abusivi

Ricevono in studi di lusso, scappano alla prima denuncia (ma riaprono)

La truffa del filler: punturine low cost e pagamento cash ai falsi chirurghi. In un anno chiusi 14 centri abusivi

Un fiume di immagini perfette invade i social ogni giorno. La bellezza viene offerta a prezzi incredibilmente bassi, quasi irrinunciabili. Dietro le facciate curate però può accadere che si nascondano ambulatori improvvisati, operatori non qualificati e procedure eseguite senza le dovute garanzie mediche. Interventi che dovrebbero essere sicuri diventano roulette russa: reazioni gravi, danni permanenti, talvolta tragedie irreversibili. Giovani generazioni, cresciute tra filtri e ideali irraggiungibili, corrono il rischio di pagare con la salute o con la vita un'immagine effimera

Foto patinate, luci da studio professionale, sorrisi perfetti da copertina. Su Instagram è un bombardamento quotidiano. "Punturine labbra solo 99 euro tutto incluso". "Filler zigomi 120 euro, risultato immediato". "Rinoplastica liquida in mezz'ora, senza bisturi, senza dolore". Centri estetici e ambulatori medici che promettono miracoli a prezzi da discount. Ma dietro la patina luccicante di filtri e before-after c'è spesso un incubo sanitario.

Strutture in pieno centro, affitti da capogiro, eppure un filler a 100-120 euro cadauno. Come è possibile? Un medico vero paga tasse, assicurazione professionale obbligatoria, personale qualificato, materiali certificati CE, sterilizzazione. E poi lo studio, l'Iva, le bollette. Chi ci crede davvero a questi prezzi da supermercato?

FINTO LUSSO

I pazienti entrano convinti. Receptionist gentile, divani di design, brochure patinate, musica soft. Sembrano cliniche di lusso. Troppo spesso però la "sala operatoria" è una poltrona da salotto. Niente anestesista, niente monitoraggio cardiaco, niente carrello per le emergenze, niente defibrillatore a portata di mano. Un'iniezione, un taglietto, e via. Come fosse una ceretta. E quando va male, va malissimo. Ricordate Margaret Spada? La 22enne morta a Roma il 7 novembre 2024 dopo un "rimodellamento della punta del naso" scelto su TikTok. Prezzo modico, video che promettevano "mezz'ora e sei a posto".

Entrata in un ambulatorio della zona Eur gestito da due chirurghi padre e figlio, i Procopio. Pochi minuti dopo l'anestesia locale si sente male. Choc anafilattico. Tre giorni di coma, poi la morte per arresto cardiocircolatorio. Lo studio non aveva l'autorizzazione piena per interventi chirurgici. I due medici sono indagati per omicidio colposo. Lo studio sequestrato. I genitori: "Era il suo sogno, ora non vogliamo più vittime come lei".

MARGARET E LE ALTRE

Non è un caso isolato. A Legnano una paziente è finita al pronto soccorso con il naso in necrosi dopo filler e botox acquistati su Instagram. Centro chiuso dai Nas dopo la denuncia. Prodotti di dubbia provenienza, la donna ha rischiato di perdere parte del tessuto nasale per sempre.

Tra il 2024 e il 2025 i Nas hanno chiuso 14 centri abusivi in tutta Italia solo per filler e interventi estetici low cost. Farmaci scaduti, filler comprati sul web senza tracciabilità, strutture senza autorizzazione sanitaria. A Brescia e a Bergamo due donne rumene gestivano ambulatori clandestini nelle loro case private: botulino e acido ialuronico iniettati sul divano di casa a prezzi da saldo. Denunciate. A Napoli otto indagati e tre centri sequestrati per lo stesso motivo: falsi medici che operavano in salotti e hotel.

LE REGOLE

Nonostante la sentenza n. 329/2025 del febbraio 2025 della Corte d'Appello di Milano, definita storica, abbia stabilito che solo i medici con specializzazione in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica possono qualificarsi come "chirurgo estetico", le complicanze sono all'ordine del giorno. Necrosi dei tessuti, occlusioni vascolari che possono portare alla cecità, infezioni gravi, asimmetrie permanenti, granulomi infiammatori. Labbra devastate che sembrano palloncini scoppiati. Zigomi duri come marmo. Nasi deformati. E non parliamo solo di estetica: ci sono casi di paralisi facciale parziale, reazioni allergiche violente, addirittura setticemia.

Perché allora il business continua a girare? Molte di queste strutture aprono in fretta, spesso in subaffitto di studi dentistici o estetici regolari. Pagano influencer e creator per post sponsorizzati. Incassano contanti o bonifici immediati. Poi, al primo controllo o alla prima denuncia, chiudono di colpo. Licenze revocate, multe, forse anche qualche indagine. E dopo poche settimane riaprono altrove, stesso proprietario occulto, stesso catalogo Instagram, nome diverso.

I MILLENNIALS

I pazienti più esposti sono Millennials e Gen Z. Non leggono il consenso informato. Non chiedono se il "medico" ha davvero la specializzazione in chirurgia plastica o solo una laurea in medicina più un weekend di corso privato. La legge italiana lo permette ancora. Si stanno pericolosamente diffondendo anche i botox bar, che offrono botulino e filler con acido ialuronico, spesso con la possibilità di pagare anche a rate.

Un chirurgo plastico e scienziato di fama internazionale che visita a Milano e a Torino, Chiara Maria Amodeo Andretto, è netta: "Oltre alla riflessione sui costi dei trattamenti veramente ribassati che dovrebbero far sorgere dei dubbi, penso che la pubblicità di corsi finalizzati a formare gli operatori in pochi giorni e la corsa che sta imperversando a chi dimette prima le pazienti dopo gli interventi chirurgici stiano degenerando. Neppure la promessa di tempi di guarigione estremamente brevi può essere realistica. Da anatomista oltre che chirurgo plastico posso garantirvelo - dice la dottoressa con un velo di amara ironia - Ci vogliono giorni. Purtroppo però è successo qualcosa a livello sociale che ha reso la realtà della chirurgia estetica e della medicina estetica una giungla e non si provvederà a regolamentare questa situazione a pagarne le conseguenze saranno soprattutto i più giovani".

Perché la bellezza non ha prezzo. Ma la vita sì.

E certi "centri estetici" da Instagram la stanno mettendo a rischio ogni giorno, una punturina da 120 euro alla volta. La legge deve proteggere le pazienti. Prima che un'altra giovane donna finisca su una poltrona da salotto invece che in una vera sala operatoria.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica