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Riparte il Festival di Spoleto con un omaggio a Menotti

Il neodirettore Daniele Cipriani promette di "ripensare il passato con uno sguardo al futuro". Al via il 26 giugno

Riparte il Festival di Spoleto con un omaggio a Menotti
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Riparte, il 26 giugno, sotto il segno del suo fondatore Giancarlo Menotti, con la messa in scena di Vanessa di Samuel Barber su libretto dello stesso Menotti, la 69esima edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto sotto la nuova direzione artistica affidata da quest'anno a Daniele Cipriani, con la consulenza per il teatro e l'opera di Leo Muscato e per la musica classica di Beatrice Rana. Manifestazione sotto il segno delle "Radici" come ha sottolineato Daniele Cipriani (foto) durante la conferenza stampa di presentazione, ieri a Roma. "Orgoglio, energia, ambizione sono i sentimenti che mi hanno permesso di incamminarmi verso Festival - ha spiegato il neo direttore artistico - ripensando il passato con uno sguardo al futuro, tra tradizione e performance contemporanee, tra cultura e intrattenimento, tra quello che è stato e quello che sarà. Una manifestazione che abbraccia tutti, pubblico, artisti, città, senza confini tra le arti, con straordinari ritorni con la Maratona di Danza, ideata da Vittoria Ottolenghi e Alberto Testa".

Il ministro del Turismo, già sottosegretario alla Cultura, Gianmarco Mazzi, parlando del Festival di Spoleto, ha sottolineato l'importanza del "turismo culturale, un motore, un volano per il nostro Paese", augurando al nuovo direttore artistico, "di cui conosco tutte le qualità, tutta la fortuna che merita".

Dopo Vanessa, il Festival dei Due Mondi, in programma fino al 12 luglio, vedrà tra i protagonisti nel suo ricco cartellone, Yannick Nézet-Séguin sul podio con la London Symphony Orchestra e la stella del pianoforte Yuja Wang in una versione originale e suggestiva di Rachmaninov e Prokof'ev, mentre il concerto finale di chiusura, il 12 luglio, sarà affidato alla bacchetta di Gianandrea Noseda, che con la Filarmonica Teatro Regio Torino farà delle note di Menotti, Bernstein e Dvorák i pentagrammi di un ponte capace di omaggiare la cultura europea e quella americana, nel 250esimo anniversario della Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti.

La musica da camera illuminerà i Concerti di Mezzogiorno con le esibizioni dei musicisti e cantanti più brillanti della scena mondiale.

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