Come ristrutturare il «ghetto» storico

Il «ghetto» nel nostro centro storico è a rischio di crollo? Sembrerebbe di sì, a sentire l’architetto Andrea Buti che di queste situazioni se ne intende. Si rischia lo stesso pericolo di Favara dove sono morte due belle bimbe. E allora? Che si fa? Chi si occupa, fra gli altri (al di là delle parole) del problema è anche il Collegio dei geometri di Genova. Ne parliamo con Paolo De Lorenzi, consigliere dell’Ordine e coordinatore di alcuni interventi in proposito.
«Il nostro Collegio - dice De Lorenzi - ha intrapreso da diversi anni una fattiva collaborazione col Comune di Genova e, a seguito di un accordo stipulato nel 2005, ha provveduto ad effettuare una serie di rilievi di interi stabili, propedeutici alla successiva progettazione per il recupero di parti importanti del centro storico».
Quando avete iniziato questi interventi?
«Il primo risale al 2005 quando è stato rilevato un intero isolato nella zona, appunto, del cosiddetto “ghetto”. Erano cinque fabbricati per una superficie di 2000 mq.».
E l’azione continua?
«Proprio in questi giorni stiamo procedendo al rilievo e agli stati testimoniali di altre due zone, la prima alla Maddalena e la seconda in piazza Pellicceria. Quest’ultima è di notevole dimensione, circa 3500 mq. che il Comune vorrebbe destinare a “centro culturale espositivo arti e mestieri” collegandolo con la vicina Galleria di Palazzo Spinola».
Tutto questo avviene sotto il suo coordinamento e fatto da giovani.
«Esatto e vuol essere un qualcosa di concreto per il rilancio e la sicurezza del centro storico. Naturalmente i tempi sono importanti. E questo è compito del nostro Comune. Per parte nostra stiamo dando una collaborazione che ritengo fondamentale».
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