La cosa davvero curiosa è che si sentiva, parole sue, "abusivo" per il ruolo. Eppure Giovanni Scifoni non solo aveva la faccia giusta per essere il mitico don Silvestro di Aggiungi un posto a tavola, ma poteva sfoggiare un curriculum, come dire, predestinato: i primi passi da aspirante attore all'oratorio, la presenza nel cast di fiction tv come "Don Matteo" e "Che Dio ci aiuti" e perfino un'intervista a un papa. Anzi, si potrebbe dire "l'intervista", perché, nei panni di Iena realizzò l'ultima intervista a papa Francesco prima che morisse. "Il ricordo più intenso che ho di quel momento? spiega l'attore romano I suoi occhi illuminati di puro godimento, come quelli di un bambino di fronte a un gelato, per poter parlare di temi importanti come il perdono e il male a un programma popolare come Le Iene. Per me è stato un immenso privilegio". Dunque, il don Silvestro di Aggiungi un posto a tavola, mitica commedia musicale firmata da Garinei & Giovannini con Jaja Fiastri in cartellone al Teatro Nazionale da oggi al 22 febbraio ha la voce profonda e il bel volto di Giovanni Scifoni, che ripete: "Non volevo partecipare a questo grande spettacolo. Il ruolo di Don Silvestro lo vedevo come un affare di famiglia, svolto egregiamente da Johnny Dorelli e suo figlio Gianluca Guidi. Mia moglie mi dissuadeva, forse perché non impazziva per questo musical. Alla fine ho dato retta alla mia agente, che aveva ragione. E in famiglia abbiamo cambiato tutti opinione". La storia del prete di un paesino di montagna che entra in contatto telefonico con Dio e si sente dire che ci sarà un nuovo diluvio è risaputa. È la storia di un classico che ha compiuto 50 anni di vita e che, spiega ancora Scifoni, "resta attuale per due motivi essenziali, oltre alle sue canzoni: l'ottimismo determinato, così diverso dal realismo pessimista di oggi. E lo spirito di accoglienza: perché a tavola possono e devono sedersi gli amici, gli stranieri, le prostitute come Consolazione e perfino Dio". Il ruolo di Consolazione spetta a una specialista del musical come Lorella Cuccarini, mentre quello di Clementina, innamorata del Don è di Sofia Panizzi: "Lorella è una forza della natura: dice Scifoni - mette in riga tutto il cast della commedia per professionalità e passione". A intrigare l'attore romano (anche lui come l'opera di Garinei & Giovannini è allo scoccare dei 50 anni, che compirà in primavera) c'è anche il punto di vista opposto degli autori: "Pietro Garinei era cattolico, mentre Sandro Giovannini era un cosiddetto mangiapreti: dal loro mix è nato il capolavoro. Qui si parla di possibilità di celibato per i preti, di rapporto tra Dio e gli uomini dove talvolta il primo sembra meno empatico dei secondi. Insomma, c'è un dialogo e un dubbio che diverte e conquista lo spettatore". Nel mondo delle certezze incrollabili esibite sui social, la figura mite di don Silvestro sembrerebbe anacronistica: "Oggi più che in passato si sente la necessità di commentare subito in modo netto qualsiasi evento, ci si schiera per non apparire deboli. Il don Silvestro che ho studiato insieme al regista Marco Simeoli è invece un uomo smarrito, travolto da una storia più grande di lui. Sembra che perda contro tutti, non è mai leader. Ma alla fine si prende la responsabilità di una decisione netta. E vince. Si affida ai valori che sente profondamente suoi".
Con la tappa milanese Aggiungi un posto a tavola termina il suo tour. "Nel mio prossimo futuro conclude Giovanni Scifoni c'è la ripresa dello spettacolo Fra'San Francesco La superstar del Medioevo, nell'800esimo della morte, e le nuove stagioni delle fiction Doc e Che Dio ci aiuti".