Cronaca locale

"L'ho ucciso io, ma il coltello era il suo". Così il magrebino ha aggredito il pugile

Adam Ed Drissi ha confessato di essere l'autore dell'omicidio di Leonardo Muratovic, il pugile ucciso ad Anzio con una coltellata. Il 20enne di origine nordafricane: "È stata una disgrazia"

"L'ho ucciso io, ma il coltello era il suo". Così il magrebino ha aggredito il pugile

“Mio fratello non c’entra, ho fatto tutto io, ho ucciso io Leonardo Muratovic”, È stata una disgrazia. Sono queste le dichiarazioni spontanee del 20enne Adam Ed Drissi davanti agli investigatori. In questo modo il giovane nato ad Aprilia (Latina) ma residente ad Anzio, ha ammesso di essere l’autore dell’omicidio del 25enne pugile di Aprilia.

L’ammissione e quelle frasi sul coltello

Il 20enne Adam si è presentato nella serata di martedì presso la caserma dei carabinieri Gianicolense a Roma assieme al fratello Ahmed, 25 anni. I due erano accompagnati da un avvocato dello studio legale Gasperini-Fabrizi. Nelle dichiarazioni spontanee il 20enne si è preso la responsabilità dell’omicidio di Leonardo Muratovic, avvenuto nella notte tra sabato e domenica scorsi sul lungomare di Anzio. “Ho fatto tutto io mio fratello non c'entra. E' stata una lita finita male, una disgrazia” ha detto il ragazzo, aggiungendo poco dopo che l’arma del delitto non era sua. “Il coltello non era mio, lo aveva il pugile”. Secondo la sue versione la lite sarebbe scoppiata all’interno del locale La Bodeguita e poi proseguita all’esterno.

La decisione della Procura

Per Adam e Ahmed Ed Drissi la procura di Velletri ha disposto il fermo per concorso in omicidio. I due fermati sono attualmente detenuti nel carcere di Velletri e nei prossimi giorni dovranno affrontare l'interrogatorio di convalida davanti al gip. I decreti di fermo per i due erano già pronti in quanto la squadra mobile di Anzio già li stava cercando avendo forti sospetti su di loro emersi dalle indagini svolte nelle ore immediatamente successive all’omicidio. La polizia aveva sentito come testimoni alcune persone presenti nella notte sul lungomare di Anzio e aveva ricostruito quanto accaduto, risalendo alla lite scoppiata all’interno del locale Bodeguita e poi terminata tragicamente nella strada antistante.

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