Metropolitana B, un treno su 3 non parte: ecco perché

I ricambi della metro, la seconda linea di Roma, sono bloccati in Cina

Metropolitana B, un treno su 3 non parte: ecco perché

Svelato il mistero riguardante i problemi che ha la metropolitana B di Roma che, con 345mila pendolari giornalieri, vede un treno su tre fermo. È colpa della Cina. Come spiegato da Il Messaggero, dalla fine del 2021 il Campidoglio starebbe cercando ricambi e ingranaggi per poter fare manutenzione ai treni. Parti meccaniche che esistono solo in Cina e nella quale sono rimasti bloccati per due mesi. Nonostante il fiato sul collo da parte della amministrazione del sindaco Capitolino Roberto Gualtieri.

Metropolitana B ferma ai box

Ma neanche le pressioni romane sono riuscite a sbloccare la situazione e così la metropolitana B si ritrova a viaggiare con un terzo in meno dei treni, ovvero 15 su un totale di 22. Per gli altri sette niente da fare, devono restare chiusi in deposito in attesa dei ricambi perduti. Ovviamente tutto questo ha delle ripercussioni notevoli sui passeggeri che si ritrovano a dover aspettare anche quindici minuti tra una corsa e l'altra, invece dei 3 minuti solitamente previsti in una metropolitana normale, o quantomeno decente.

Atac deve riparare i convogli della linea blu, e per fare questo ha bisogno di ridare vita a un vecchio tornio, che si trova adesso nel deposito della Magliana. Da settimane è già terminato il restauro meccanico, quello più artigianale, ma serve ancora la scheda elettronica da inserire, che dovrà intervenire sui cerchi con esattezza millimetrica. E grazie alla quale i passeggeri saranno messi in sicurezza. Gli ingranaggi della scheda, un gruppo di 17 elementi chimici, si trovano solo in terre rare. Come per esempio scandio e ittrio. Si tratta di materiali praticamente introvabili dalla fine degli anni ‘80.

La speranza è la Cina

L’unico Paese in cui si trovano ancora è la Cina, che produce il 95% della fornitura mondiale e il 98% di quella europea, grazie alle cave della Mongolia o a Sud, nella provincia di Anhui. A questo punto il Comune, ricorrendo ad alcune ditte europee che assemblano le schede, è sceso in campo per cercare di ottenere dalle miniere cinesi questi indispensabili minerali, per evitare che i tempi si allungassero troppo. Il Campidoglio ha fatto richiesta della scheda a fine novembre, ma da circa due mesi le industrie cinesi non hanno dato risposte certe.

Una fonte del dipartimento Trasporti di Roma Capitale ha spiegato: “Ci dicevano che le forniture per l'estero erano bloccate, che c'era sovrabbondanza di richieste rispetto alle possibilità delle miniere e giustificazioni di altro tipo”. Sembra comunque che i minerali tanto sospirati abbiano lasciato la Cina all’inizio della scorsa settimana. Dovrebbero quindi arrivare in Europa e andare nelle mani delle varie ditte pronte a produrre la scheda e a inviarla a Roma entro la fine del mese. Poi ci vorrà comunque del tempo prima che i treni inizino a muoversi. Un solo tornio non può provvedere a tutti i treni in poco tempo. Per ognuno ci vorranno circa 4 giorni di lavoro. Più o meno saranno due i treni a tornare sui binari ogni settimana. Meglio di niente. In un mese e mezzo tutti i ventidue convogli dovrebbero essere sulle rotaie della metropolitana B.

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