Cronaca locale

"Mi stringeva la gola". Il racconto choc della donna stuprata dallo straniero

La donna ha raccontato di aver tentato invano di difendersi dall'aggressore: "Pensavo di morire. Era una persona dalla carnagione scura, forse un africano". Poi l'appello: "Fermatelo, potrebbe colpire ancora"

"Mi stringeva la gola". Il racconto choc della donna stuprata dallo straniero a Roma

"Prendete subito quell'uomo, è un mostro, può far male ad altre donne". È un appello disperato quello della 45enne picchiata e stuprata in strada a Roma, nel quartiere Garbatella, lo scorso venerdì sera. L’aggressore - "un uomo dalla carnagione scura, forse un africano" - non è ancora stato identificato. "Non è un senzatetto, quelle persone sono vittime come me della società, non sono loro il problema. - spiega la vittima al quotidiano La Repubblica - Non è un senzatetto, quelle persone sono vittime come me della società, non sono loro il problema".

L’aggressione choc

Una violenza brutale, disumana. Marta (nome di fantasia) porta addosso le ferite inferte da quell’uomo - "un mostro", come lei stessa lo definisce. Nonostante sia trascorsa quasi una settimana, la 45enne ha gli occhi ancora cerchiati dai lividi: "Prima mi ha preso per la gola e poi mi ha fratturato lo sterno", spiega. L’aggressione si è consumata a due passi dalla zona della movida capitolina. Marta aveva trascorso la serata lì, in compagnia delle amiche. Poi era andata a recuperare l’auto nel parcheggio quando lo sconosciuto l’ha sorpresa di spalle: "Mi ha schiacciata contro il freno a mano, in quel momento mi ha fratturato lo sterno. - continua il racconto - A un certo punto non ho avuto la forza di reagire. E anche se provavo a divincolarmi, mi sono resa conto che mi aveva incastrato". Ha provato invano a difendersi: "Qualsiasi cosa avessi provato a fare mi avrebbe massacrata. Una violenza spropositata. Lui poteva prendersi la macchina, la mia borsa, il telefonino, tutto. Invece voleva solo farmi del male, violentarmi. Era questo il suo obiettivo. Poi si è preso anche i soldi".

L'identikit dell'aggressore

Sulle prime, gli investigatori hanno ipotizzato che l'aggressore potesse essere un senzatetto. Per Marta, invece, si tratta di un territoriale "uno che vive lì, era molto organizzato", spiega. La 45enne è certa di essere stata pedinata: "Lui cercava prede in giro quella sera. - afferma - E, secondo me, mi ha avvistata. Ma poteva essere qualsiasi altra donna la vittima. Invece è successo a me e adesso sento di dover tutelare la mia famiglia. Tra i miei parenti c'è chi non sa cosa mi è accaduto". L'identikit fornito dalla donna alla polizia è generico: "Aveva la carnagione scura, forse è un africano. - spiega Marta - Ma non posso essere più precisa, i miei ricordi sono ancora confusi". Di una cosa, però, è sicura: "Era tutto preparato e premeditato. Nella modalità è stato preciso e freddo".

L'appello

Nella Capitale, ormai, è una escalation di aggressioni e stupri. "Penso che la città da curare di più sotto il profilo della sicurezza. - riflette Marta - La città deve essere un luogo sicuro dove vivere, è assurdo che è successo tutto questo, ripeto, a due minuti da un commissariato". Infine, rivolge un appello alle autorità: "Spero che la polizia faccia il suo dovere e fermi quell'uomo subito perché può far male ad altre donne. - dice - Non so cosa consigliare a loro. Posso dire che è stata una tragica fatalità e che poteva capitare a me come a qualsiasi altra persona". Poi conclude con un'amara e dolorosa riflessione: "È stata pura violenza".

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