"Perché Natale Hjorth è stato bendato". La verità sulla foto simbolo dell'omicidio Cerciello

Il carabinieri, sentito come testimone, ha spiegato che il giovane era agitato e l’unico modo per calmarlo era il bendaggio

"Perché Natale Hjorth è stato bendato". La verità sulla foto simbolo dell'omicidio Cerciello

Durante il processo per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, che vede imputati Natale Hjorth e Elder Finnigan Lee, il carabiniere Silvio Pellegrini, sentito come testimone, ha raccontato: "In quel preciso istante l'unico mezzo di contenimento era bendarlo. Era l'unico modo per calmarlo. Era agitato, indocile, al punto che ho preso anche qualche testata da lui".

Pellegrini: "Natale bendato per calmarlo"

Ricordiamo che il militare è indagato dalla Procura di Roma per rivelazione del segreto d'ufficio e abuso d'ufficio in relazione alla foto scattata e diffusa di Natale Hjorth bendato nella caserma dei Carabinieri di via in Selci poco dopo il fermo. Per la diffusione della fotografia Pellegrini è indagato anche dalla Procura Militare.

Il carabiniere ha tenuto a precisare che non si è soliti bendare, che non l’aveva mai fatto e neanche visto fare. Ha poi aggiunto: "Io sono entrato nella stanza e ho visto Natale ammanettato, il bendaggio è durato pochi minuti, poi la sciarpa è calata da sola sul collo e Natale si è calmato e gli hanno dato da bere". Secondo quanto riferito, la foto è stata scattata quando Natale era bendato ed è stata poi inviata in una chat con 18 colleghi per comunicare loro che erano stati fermati due soggetti. Pellegrini ha asserito: “Non ho risposto a nessun commento e non feci altre foto".

L'omicidio di Cerciello

L’omicidio del vicebrigadiere 35enne Mario Cerciello Rega era avvenuto nell’estate del 2019, precisamente nella notte tra il 26 e il 27 luglio quando, nel quartiere Prati di Roma, due ragazzi statunitensi aggredirono mortalmente il militare.

I due teenager vennero fermati dopo circa 12 ore dall’omicidio. Si difesero sostenendo di aver scambiato i due militari, Cerciello e il suo collega, Andrea Varriale, che erano vestiti in borghese, per uomini mandati da Sergio Brugiatelli, l'intermediario dei pusher di Trastevere, al quale gli americani avevano rubato uno zaino, per vendicarsi di una vendita di droga non consegnata. Il 14 novembre del 2019 la procura era riuscita a ottenere il giudizio immediato. A 7 mesi dall’agguato mortale era iniziato il processo.

Lo scorso 15 gennaio Elder Finnegan Lee sarebbe dovuto comparire in udienza in tribunale a Roma, dove era in programma l’esame dell’altro ragazzo, Natale. Elder si trovava però in isolamento per aver avuto un contatto sospetto con un soggetto positivo al Covid all’interno del carcere di Rebibbia. Adesso, con la testimonianza di Pellegrini, un altro tassello è stato aggiunto a quella tragica notte in cui il giovane vicebrigadiere ha perso la vita.

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