Roma, omicidio sulle sponde del Tevere: fermato clochard 45enne

Con alle spalle già delle accuse per omicidio, Massimo Galioto è stato nuovamente arrestato dalle forze dell'ordine locali. In seguito ad una lite, avrebbe aggredito ed ucciso un altro senza tetto, un romeno di 38 anni

È finito nuovamente dietro le sbarre il 45enne Massimo Galioto, accusato dell'omicidio di un ciclista di 38 anni trovato senza vita sulle sponde del fiume Tevere, a Roma.

Galioto è un soggetto purtroppo ben noto alle forze dell'ordine locali. Alle sue spalle, infatti, una lunghissima lista di reati, e già un'accusa di omicidio, per la quale aveva trascorso un periodo di tempo in carcere. Nel luglio del 2016, infatti, finì al centro delle indagini in seguito alla morte dello studente americano Beau Solomon. Iscritto all'università di John Cabot e membro di una squadra di football, il 19enne fu pestato a sangue e quindi gettato sempre nel Tevere, dove perì annegato. Accusato di omicidio volontario, Galioto fu sottoposto a processo, conclusosi nell'estate dello scorso anno. I pm avevano chiesto che gli fosse inflitta la massima pena dell'ergastolo, ma i giudici della terza corte di Assise lo hanno invece assolto "per non aver commesso il fatto".

Personaggio controverso e pericoloso, una volta uscito dal penitenziario il clochard 45enne aveva comunque continuato a far parlare di sé, rendendosi protagonista di incresciosi episodi di aggressione nei confronti dei rappresentanti delle forze dell'ordine. Lo scorso settembre 2018, fu nuovamente arrestato dopo aver aizzato il proprio cane contro una pattuglia dei carabinieri che lo aveva fermato per un semplice controllo in zona Esquilino. Esattamente un anno dopo, siamo nel 2019, si era invece scagliato verbalmente contro altri militari che avevano deciso di sottoporlo a verifiche nel quartiere di Trastevere.

Oggi si torna purtroppo a parlare di lui dato che, stando a quanto riferito dagli inquirenti, si sarebbe macchiato dell'omicidio di un 38enne romeno.

Secondo quanto riferito da "Il Corriere", il fatto si è verificato durante la serata di ieri, intorno alle ore 19:20. Sono stati alcuni passanti ad accorgersi di quanto stava accadendo sul lungotevere. Allarmati dalle forti urla, hanno immediatamente allertato le forze dell'ordine locali, ma i soccorsi sono purtroppo arrivati tardi.

Quando polizia e sanitari del 118 hanno raggiunto il luogo indicato, in zona Tebaldi, il 38enne era ormai deceduto. Riverso su un fianco, presentava tutti i chiari segni di una feroce aggressione. Tante le ecchimosi presenti su volto e braccia, tracce evidenti dei colpi subiti, a cui si aggiungono anche diverse impronte di morsi, inferti da un cane, già rintracciato.

Massimo Galioto è stato catturato dopo un breve inseguimento dagli uomini della squadra volanti della questura di Roma. Tradotto negli uffici del commissariato Transtevere, è stato poi trasferito nella sede di Trevi-Campo Marzio, dove l'interrogatorio è proseguito.

Al momento il movente è ancora sconosciuto, anche se alcuni testimoni parlano di una lite. Proprio nella speranza di far luce sulla vicenda, gli inquirenti stanno parlando anche con altri senza tetto. Intanto pare che il cane che ha aggredito la vittima sia un labrador, di proprietà proprio dello stesso Galioto. E, stando ad ultimissime indiscrezioni, l'uomo che ha perso la vita sarebbe stato anche accoltellato. Le indagini sono in corso.

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Commenti

Romalupacchiotto

Ven, 08/05/2020 - 11:27

Nel luglio del 2016, infatti, finì al centro delle indagini in seguito alla morte dello studente americano Beau Solomon. Iscritto all'università di John Cabot e membro di una squadra di football, il 19enne fu pestato a sangue e quindi gettato sempre nel Tevere, dove perì annegato. Accusato di omicidio volontario, Galioto fu sottoposto a processo, conclusosi nell'estate dello scorso anno. I pm avevano chiesto che gli fosse inflitta la massima pena dell'ergastolo, ma i giudici della terza corte di Assise lo hanno invece assolto "per non aver commesso il fatto". ?????? Qualcosa non torna nella magistratura.