Sangue e devastazione alla Cgil. E Berlusconi chiama Landini

Il presidente di Forza Italia, dopo quanto accaduto nella giornata di ieri, ha chiamato il segretario generale della Cgil per manifestare la sua vicinanza

Sangue e devastazione alla Cgil. E Berlusconi chiama Landini

"Il presidente Silvio Berlusconi ha telefonato al segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, per manifestare a lui e a tutto il sindacato vicinanza e solidarietà per l'inaccettabile violenza che nulla ha a che fare con la politica e con la democrazia" hanno reso noto alcune fonti di Forza Italia. Berlusconi ha voluto esprimere a Landini la propria vicinanza dopo quanto avvenuto nella giornata di ieri. Infatti, sabato 9 ottobre sono continuate le manifestazioni in tutta Italia contro l’obbligatorietà del Green pass.

Ma è stato nella Capitale che si sono verificati i maggiori problemi. Due le manifestazioni a Roma autorizzate che sarebbero dovute essere circoscritte in piazza del Popolo e alla Bocca della verità. Invece una parte dei manifestanti si è staccata andando a raggiungere prima Villa Borghese, dove sono iniziati i primi scontri con le forze dell'ordine, e poi il centro della città. Al grido di "libertà" e vari insulti diretti al premier Draghi e al governo, i manifestanti hanno raggiunto anche Corso d'Italia, giungendo sotto la sede della Cgil tentando l'assalto.

Al grido di "Landini dimettiti"

Gli ingressi del palazzo del sindacato erano difesi e controllati da un cordone di poliziotti in tenuta antisommossa. Il palazzo è stato presidiato dai manifestanti che, al grido di “sciopero”, hanno accusato la Cgil di essere uno dei responsabili dell'estensione a partire da venerdì 15 ottobre del Green pass a tutti i lavoratori, sia pubblici che privati. “Landini dimettiti” è stato uno degli slogan maggiormente urlato. Pareti macchiate di sangue, porte rotte, vetri in frantumi, libri buttati per terra. Un assalto che ha lasciato dietro di sé sangue e devastazione. “La polizia ci ha detto che probabilmente nella furia si sono fatti male coi vetri o con le schegge di legno. Questo è il mio ufficio, il sangue è ovunque” ha raccontato ad AGI un dipendente che ha la scrivania in una stanza subito a destra dopo l’ingresso in serpentino.

C’è anche un quadro sfondato sopra un cumulo di insegne rotte gettate per terra. Si tratta di un dipinto del 1973 che l’autore, il pittore romano Ennio Calabria, aveva regalato al sindacato. Il quadro rappresenta un gruppo di lavoratori che reggono dietro un enorme paracadute rosso. Adesso in mezzo alla tela c’è un buco. Maurizio Landini ha così commentato all’AGI: “Le devastazioni qui dentro sono frutto di un assalto fascista, non c’entra nulla il Green pass. Questo è un assalto premeditato da gruppi neofascisti. Siamo contenti del sostegno di tutte le forze politiche, compreso quello di Fratelli d’Italia. Ora mi aspetto che tutti votino una legge per sciogliere tutte le organizzazioni fasciste”.

Anche FdI al sit in

Alle 10 del mattino si sono radunati sulle scale della sede di Corso d’Italia un migliaio di iscritti al sindacato, sia studenti che semplici cittadini. C’è anche un anziano sindacalista, con una bandana della Cgil stretta al collo, che non toglie lo sguardo dalla tela sfregiata di Calabria.“Non è possibile, non è possibile” ripete l’uomo amareggiato e allo stesso tempo incredulo. I quadri di Renato Guttuso, un po’ più avanti e più in alto, sono invece stati risparmiati dalla devastazione. Il telefono del centralino del sindacato continua a squillare e le centraliniste, davanti alla finestra sfondata, continuano a rispondere: “La ringrazio a nome di tutto il sindacato, grazie”. I militanti di estrema destra sono entrati proprio da quella finestra alle loro spalle, diventata il simbolo dell’assalto avvenuto ieri. Un uomo ha indicato la tapparella rotta all’operatore: “Riprendi quello, riprendi quello. È quello il simbolo della loro violenza”. Ci sono computer rotti, stampanti devastate, monitor strappati dai muri. Una foto del padre del sindacato italiano, Giuseppe Di Vittorio, è invece rimasta intatta.

Come ha tenuto a sottolineare Landini tutte le forze politiche hanno sostenuto il sindacato. Anche Fratelli d’Italia era presente al sit in Cgil. “Sono venuto qui per portare la mia solidarietà a Landini, alla Cgil, ai lavoratori italiani perché quando si colpisce il sindacato si colpisce il cuore della giustizia sociale. È un gesto inqualificabile. Fascista? Da condannare senza dubbi, se lo hanno fatto i neofascisti si condanna il neofascismo, chiunque abbia orchestrato questa vergogna” ha commentato Fabio Rampelli, deputato di FdI arrivato alla Cgil.

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