Sono passati quasi dieci anni da quando si cominciò a costruire, sull'area una volta occupata a Lambrate dalla Innocenti, un nuovo quartiere. Quella di via Rubattino era una operazione divisa in due fasi, una da completare nel 2004, non ancora terminata, e una seconda addirittura nemmeno avviata. In ogni modo questo quartiere oggi esiste, ed è abitato da più di mille famiglie, ma se andiamo a guardare come stanno le cose tutto sembra impossibile. I mezzi pubblici che lo servono sono del tutto insufficienti, cosa che si può dire anche dei parcheggi; la viabilità pedonale è insidiosa e quella stradale è mal disposta e quindi pericolosa; l'illuminazione è insufficiente; asilo nido e scuola materna non sono nemmeno sulla carta dei progettisti; gli ex capannoni Innocenti non ancora bonificati mostrano il pericoloso amianto in stato di degrado; impianti sportivi per ragazzi e adolescenti sono del tutto assenti; anche per farmaci, giornali ed alimenti esistono altre difficoltà.
Ma è mai possibile tutto questo? Perché i tempi non sono mai rispettati e non si fanno le cose come vanno fatte come è giusto vadano eseguite nel rispetto degli abitanti? Ed è poi possibile che la seconda fase sia soltanto una ipotesi progettuale che è tutta da rivedere e discutere? Come ci si allontana dal centro della città, è cosa diventata consuetudine, le cose vanno bene solo per le grandi opere o per i quartieri che saranno destinata ad un abitante agiato. Questa è diventata la regola urbanistica della Milano di oggi.Rubattino, il quartiere fantasma
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