"Non ne ho mai parlato con Giuliano Pisapia, è evidente che qualcuno a sinistra si è espresso per il Sì al Referendum sulla giustizia e rispetto totalmente ogni opinione. Io voterò no, penso che vincerà il no e parteciperò con Elly Schlein all'evento" di chiusura della campagna "a Milano la settimana prossima. Ma proprio perchè non deve essere una questione ideologica, rispetto chi sostiene un'opinione diversa". Il sindaco Beppe Sala non critica la linea anticipata al Giornale dal suo ex a Palazzo Marino ma l'annuncio a una settimana dalla kermesse del Pd, che ha puntato proprio su piazza Sant'Agostino a Milano (venerdì alle 18) per la chiusura, spacca ulteriormente i dem e offre al centrodestra l'occasione di replicare a proprio uso e consumo lo slogan usato per la vittoria di Pisapia nel 2011: "Il vento è cambiato". Anche in vista Comunali. Lo sottolinea l'ex capogruppo di Forza Italia Pietro Tatarella, vittima di malagiustizia: "Pisapia annuncia il sì, Majorino, Scavuzzo e Mario Calabresi", i nomi in pole nel toto sindaco del Pd per il 2027, "si sono espressi per il No e questo ha un valore politico: la fine del progressismo di sinistra alle prossime elezioni. La sinistra torna indietro di 15 anni. Se saranno le primarie a scegliere il candidato, non avranno un nome a rappresentare quella sinistra che si è espressa per il Sì. Il vento è cambiato diceva Pisapia e oggi potremmo dirlo noi" rilancia. Un'occasione "da cogliere, uno spazio da occupare per il centrodestra milanese, ma per farlo bisogna avere il coraggio di mettere da parte il sempreverde tema della sicurezza (sicuramente importante) e dell'immigrazione e mettere al centro il welfare, la casa, l'ambiente per dire ai milanesi: non lasceremo indietro nessuno". Dell'ala riformista del Pd e già schierato a favore del Sì è il consigliere regionale Pietro Bussolati, segretario cittadino ai tempi della campagna arancione di Pisapia: "Spero che la dichiarazione di Giuliano possa sgombrare dal campo la lotta tribale e far sì che in questi giorni si possa dialogare nel merito di una riforma che mi convince. E conoscendo i testi e i pensieri di Pisapia non ho mai avuto dubbi sul suo voto". L'assessore regionale e consigliere comunale di Fi Gianluca Comazzi sottolinea che "proprio perché arriva da una persona con la sua storia politica e il suo percorso professionale di avvocato, la posizione di Pisapia assume un significato ancora più rilevante e dimostra che quando si tratta di valutare riforme necessarie per modernizzare il nostro sistema giudiziario è possibile andare oltre le appartenenze politiche. Temi come quello della giustizia non possono essere trasformati in una battaglie ideologica".
Sala infine sostiene che Giorgia Meloni faccia "assolutamente bene a dire che andrà avanti comunque e lo deve fare. Certo che è una prova di forza e non sempre funzionano. Viene invocato anche il presidenzialismo, che potrebbe essere la prossima battaglia. Nel nome della stabilità? Io non ho mai visto un governo più stabile di questo. Pensino ai problemi del Paese e del territorio".
Invoca invece un "patto a livello nazionale" per superare i problemi dell'urbanistica, "non parliamo delle colpe perchè dovremmo prendercele anche io e la mia parte politica", è già saltato il decreto Salva Milano per le frizioni all'interno del Pd, "ma se parliamo di rigenerazione urbana e siamo fermi a leggi del 1942, non funziona".