Aloe vera: proprietà, benefici e controindicazioni

Nota sin dall'antichità, le sue proprietà vennero esaltate da Ippocrate, Dioscoride e Plinio il Vecchio

Aloe vera: proprietà, benefici e controindicazioni

L'aloe vera (Aloe barbadensis Miller) è una pianta della famiglia delle Aloaceae, solo una tra le centinaia di specie di aloe esistenti. Il termine "aloe" deriva dalla radice greca "alos", ovvero "sostanza salata", forse in riferimento al suo habitat marittimo. Secondo altre fonti, invece, la parola discende dal vocabolo arabo "alua", che significa "amaro". L'arbusto è originario della costa nord orientale dell'Africa e del bacino del Mediterraneo. Molto probabilmente da qui si diffuse in India e, in seguito, anche nel continente americano e in Oceania.

La pianta, che predilige i climi caldi e cresce spontanea su terreni secchi e calcarei, può raggiungere il metro di altezza. Le foglie, carnose, appuntite, grandi e provviste di spine, si raccolgono tra agosto e settembre tagliandole in grandi pezzi o recidendole alla base. Da quest'operazione si otterrà il succo, poi concentrato per ebollizione fino al raggiungimento di una consistenza simile a quella del vetro. I benefici dell'aloe vera sono noti sin dai tempi più remoti.

Aloe vera, un po' di storia

La storia dell'aloe vera affonda le radici nell'antichità. Citata nel Vecchio Testamento e nei Vangeli, gli Egizi la definivano "la pianta dell'immortalità". Essa, infatti, la si trovava all'ingresso delle piramidi a segnalare il cammino dei faraoni verso il regno dei morti e veniva utilizzata nella preparazione dei balsami per la mummificazione. Le sue virtù salutari furono elencate nel Papiro di Ebers risalente al 1500 avanti Cristo circa, oggi conservato presso l'Università di Lipsia.

Dall'Egitto alla Grecia, Ippocrate indicò più volte nei suoi trattati le proprietà antinfiammatorie, rigeneranti e disinfettanti dell'arbusto. Nel "De materia medica", Dioscoride affermò che lo stesso era efficace contro piaghe, pruriti, infiammazioni cutanee e scottature. E così Plinio il Vecchio, che esaltò gli effetti terapeutici del succo nella cura della stipsi e dei disturbi di stomaco. I Romani, invece, utilizzavano il balsamo per trattare le ferite dei soldati.

Fu durante il Medioevo e il Rinascimento che l'uso medicinale dell'aloe vera si diffuse prima in Europa e poi in America, grazie all'operato dei missionari spagnoli. Nel 1851 Smith e Stenhouse, due ricercatori inglesi, isolarono l'aloina, la sostanza dagli effetti lassativi. Nel 1935 Creston e figlio parlarono per la prima volta della possibilità di usare la pianta per trattare le conseguenze delle radiazioni. Alla fine degli anni '50, il farmacista texano Bill Coats riuscì a stabilizzare la polpa con un procedimento naturale e così si aprì la strada alla commercializzazione.

Succo di aloe vera, proprietà e benefici

Il succo di aloe vera è un concentrato di salute. Uno dei suoi principi attivi più interessanti è senza dubbio l'acemannano, un polisaccaride naturale che esplica un effetto protettivo nei confronti della mucosa gastrica e di quella intestinale. Secondo uno studio condotto nel Regno Unito, il consumo del succo due volte al giorno ha generato nei partecipanti un miglioramento dei sintomi della colite ulcerosa già dopo quattro settimane.

Alcune ricerche hanno dimostrato che l'acemannano ha proprietà immunostimolanti. Incrementando la produzione di interferone e sollecitando l'attività dei macrofagi, questo polisaccaride aiuta l'organismo a difendersi dall'attacco di virus e batteri. L'elevato contenuto di sali minerali e vitamine, in associazione con le virtù antiossidanti e disintossicanti, consente al succo di combattere egregiamente i radicali liberi che contribuiscono all'invecchiamento cellulare.

Esistono, però, alcune condizioni in cui il consumo di aloe vera è sconsigliato. In gravidanza, ad esempio, durante l'allattamento e nei bambini di età inferiore ai 12 anni. L'uso, poi, non è indicato prima di interventi chirurgici, in caso di malattie infiammatorie intestinali e, ad ogni modo, è preferibile non protrarre l'impiego per oltre 7 giorni.

Lo scorso 18 marzo la Comunità Europea ha vietato l'impiego di integratori e alimenti a base di aloe vera che contengano idrossiantracene, presenti in alcuni di questi preparati. Se assunti continuativamente per lunghi periodi, queste sostanze potrebbero risultare genotossiche o cancerogene, in particolare per quanto riguarda il tumore del colon. Resta comunque aperto il dibattito sulla questione, che potrebbe richiedere in futuro ulteriori studi per maggiori certezze sulla questione.

Gel di aloe vera, proprietà e benefici

Il gel di aloe vera viene estratto direttamente dalle foglie incidendo le stesse con un coltello lungo il contorno. Ricco di mucillagini, lipidi, enzimi, glicoproteine, vitamine, minerali e saponine, esso vanta innumerevoli virtù:

  • dona sollievo dalle scottature solari grazie agli effetti antinfiammatori e acceleranti sulla guarigione;
  • lenisce, disinfetta e cicatrizza l'acne batterica, le screpolature, le lesioni erpetiche e da psoriasi;
  • offre comfort al cuoio capelluto irritato da forfora, stress chimico-fisici, esposizioni solari intense;
  • sostituisce il gel per i capelli, merito della consistenza e dell'effetto nutritivo che non rovina la capigliatura;
  • idrata la pelle;
  • allevia i disturbi post-epilazione (prurito, arrossamento);
  • aiuta a contrastare i fastidi generati dall'infiammazione gengivale.

Gli effetti collaterali più frequenti che derivano dall'applicazione del gel di aloe vera includono: fototossicità (dopo l'esposizione al sole), eritema e dermatite da contatto. Il suo utilizzo è sconsigliato in caso di accertata allergia, gravidanza, allattamento e nei bambini di età inferiore ai 12 anni.

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