Ansia, i rimedi fitoterapici per combatterla

Il termine di questa pratica nota sin dall'antichità comparve per la prima volta nel trattato di "Lineamenti di fitoterapia" del medico francese Henri Leclerc

Secondo recenti statistiche ne soffrono 6 milioni di italiani, per la precisione il 35% degli adulti di età compresa fra i 25 e i 60 anni. Stiamo parlando dell'ansia, ovvero una complessa combinazione di emozioni tra cui paura, preoccupazione, apprensione che si traducono in una serie di manifestazioni fisiche: dispnea, palpitazioni, tremori, dolori al petto.

Questi segni somatici sono l'espressione di un'iperattività del sistema nervoso centrale e, di conseguenza, della reazione messa in atto dal sistema simpatico nota come "attacco e fuga". Il termine ansia deriva dal latino"angĕre" ed essa può esistere come disturbo cerebrale primario oppure può essere associata ad altre patologie, incluse quelle di tipo psichiatrico (depressione, schizofrenia). La problematica si distingue dalla paura propriamente detta in quanto, rispetto a questa, è aspecifica, vaga e deriva da un conflitto interiore.

Ansia, quando è patologica?

È fondamentale la distinzione fra ansia fisiologica e ansia patologica. Con la prima si indica uno stato di tensione psicologica e fisica che consente un'attivazione generale di tutte le risorse di un individuo, in modo da permettere l'attuazione di comportamenti indispensabili per l'adattamento. Questa tipologia, dunque, è diretta contro uno stimolo reale, spesso conosciuto.

La seconda, al contrario, disturbando anche gravemente il funzionamento psichico, determina una limitazione delle capacità adattive del soggetto e può essere vaga o rivolta verso specifici oggetti e/o eventi. Chi la sperimenta prova sentimenti di incertezza e di smarrimento riguardo il futuro. Non è raro che tali sensazioni siano così marcate da indurre il paziente ad attuare strategie di evitamento in caso di situazioni ritenute potenzialmente pericolose o di controllo mediante rituali di vario genere.

Chi soffre di ansia: una panoramica

Esistono fattori di rischio ereditari, biologici e inconsci in grado di favorire la comparsa del disturbo. Secondo studi genetici, in circa il 50% dei casi i soggetti con problematiche ansiogene hanno almeno un familiare affetto da una patologia analoga.

Altre ricerche condotte sul cervello umano, invece, sottolineano come l'ansia potrebbe essere l'esito di un'alterazione della quantità di neurotrasmettitori, ad esempio un'eccessiva produzione di noradrenalina o, al contrario, una ridotta secrezione di GABA e di serotonina. Per Sigmund Freud essa deriverebbe da un conflitto inconscio radicato nell'infanzia o sviluppatosi durante la vita adulta. Lo stesso verrebbe così "allontanato" dalla coscienza mediante meccanismi di difesa e relegato nell'inconscio.

Fitoterapia, un rimedio antico

Un valido aiuto per combattere le forme lievi e/o medie dell'ansia è rappresentato dalla fitoterapia. Dal greco"phytón" (pianta) e"therapéia" (cura), si tratta di una pratica che prevede l'utilizzo di piante o di estratti di piante per il trattamento delle malattie o per il mantenimento del benessere psicofisico. Il termine comparve per la prima volta nel trattato di "Lineamenti di fitoterapia" del medico francese Henri Leclerc. Tra i rimedi fitoterapici più noti per contrastare gli stati ansiosi sono inclusi:

  • Passiflora (Passiflora incarnata): svolge un'azione sedativa del sistema nervoso centrale con effetti calmanti e ansiolitici. Poiché possiede recettori comuni alle benzodiazepine, il tipo di attività esercitata da questa pianta è simile ai calmanti di sintesi. A differenza di questi ultimi, però, la passiflora non dà luogo ad effetti narcotici collaterali;
  • Griffonia (Griffonia simplicifolia): questa pianta legnosa contiene 5-idrossi-triptofano (5-HTP), ovvero un precursore della serotonina, il neurotrasmettitore responsabile di svariate funzioni dell'organismo, come il sonno, l'umore e l'appetito. L'estratto secco dei semi è, dunque, in grado di innalzare i livelli di serotonina;
  • Melissa (Melissa officinalis): viene impiegata soprattutto nelle sindromi ansiose accompagnate da irrequietezza, dispepsia e dolori gastrici poiché presenta proprietà spasmolitiche. Si sconsiglia il suo utilizzo nei soggetti affetti da patologie tiroidee, da glaucoma, in associazione a barbiturici e passiflora e durante la gravidanza/allattamento;
  • Biancospino (Crataegus oxyacantha): dall'importante azione ipotensiva, è indicato per chi somatizza l'ansia a livello cardiaco e quindi soffre di tachicardia, pressione alta, aritmie e palpitazioni. Esso può essere somministrato in associazione con l'estratto di gemme di tiglio.
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