Fate attenzione a cosa mangiate. Ecco quando può rivelarsi fatale

I sintomi di questa intossicazione alimentare possono essere gravi, basti pensare all'insufficienza respiratoria, e rivelarsi fatali

Può colpire a tutte le età e non è trasmissibile da persona a persona. Il botulismo alimentare è un disturbo provocato da un'intossicazione generata dall'ingestione di alimenti nei quali è presente la tossina del Clostridium botulinum, un batterio anaerobico Gram positivo. Il termine fu coniato nel 1897 dal medico E. van Ermengen che notò un'associazione tra l'insorgenza di varie epidemie e il consumo di salsicce ("butulus" in latino). Le esotossine prodotte da questo batterio si possono trovare in diversi alimenti, in particolar modo nella carne e nel pesce in scatola, nei vegetali conservati sott'olio, nei salumi e nelle conserve. La probabilità di contaminazione è maggiore per i prodotti alimentari casalinghi poiché nella loro preparazione non vengono sempre adottati corretti comportamenti igienico-sanitari.

La presenza del botulino si manifesta spesso con un rigonfiamento del coperchio. Talvolta sono, altresì, presenti alterazioni quali muffe, rammollimento, irrancidimento. Tuttavia è bene ricordare che la pericolosità del batterio consiste proprio nella sua capacità di mantenere inalterate le caratteristiche organolettiche dell'alimento. Sono sette i ceppi immunologici di Clostridium botulinum individuati, denominati con le lettere dell'alfabeto da A a G e ognuno provvisto di una tossina antigenica specifica. Due sole, invece, le epidemie di botulismo registrate nella storia. La prima nell'isola danese di Langeland a seguito dell'ingestione di paté di fegato. La seconda in California a causa del consumo di carne di cervo essiccata. Una volta in circolo la tossina si lega in maniera irreversibile alle sinapsi colinergiche periferiche. In particolare idrolizza le proteina di fusione delle vescicole sinaptiche contenenti l'acetilcolina e blocca il rilascio di quest'ultima.

Il botulismo può essere lieve con segni subclinici oppure fulminante. In questo caso la morte sopraggiunge nel giro di 24 ore. In genere più i sintomi compaiono velocemente, più la patologia è grave. Tra questi si rammentino: diplopia (annebbiamento e sdoppiamento della vista), midriasi bilaterale (dilatazione delle pupille), ptosi (difficoltà a mantenere aperte le palpebre, disartria (problemi nell'articolare le parole), xerostomia (secchezza della bocca e delle fauci), stitichezza, difficoltà di deglutizione. In un terzo dei pazienti compaiono anche nausea, vomito. Più raramente vertigini, astenia, capogiri e ritenzione urinaria. Nei casi disperati si assiste a insufficienza respiratoria che può avere esito fatale per via del blocco della conduzione nervosa ai muscoli responsabili della respirazione. Se diagnosticato in tempo, il botulismo si risolve in tempi che variano da qualche settimana a diversi mesi. Il trattamento prevede la ventilazione assistita, la nutrizione parenterale e la decontaminazione intestinale con carbone attivo.

In Italia gli alimenti di produzione domestica particolarmente responsabili dei casi di botulismo sono le olive nere in acqua, le conserve di funghi sott'olio, di cime di rapa, di carne e di pesce. Per garantire una una maggiore sicurezza è bene cuocere le verdure in una soluzione contenente acqua e aceto in uguale percentuale, invasarle, aggiungere l'olio e pastorizzarle dopo aver chiuso ermeticamente il barattolo. La pastorizzazione si effettua immergendo completamente il vasetto pieno in acqua che poi si porta a bollore. Le olive e gli altri prodotti in salamoia devono essere preparati utilizzando 100 grammi di sale ogni litro di acqua. Andrebbe, invece, evitata la preparazione casalinga di conserve di carne e di pesce, in quanto questi alimenti non possono essere acidificati o trattati con quantità di sale o di zucchero idonee a bloccare la tossinogenesi dei clostridi.

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