Covid, così contribuisce ad aumentare i livelli di stress ossidativo

L'infezione da coronavirus è strettamente correlata ai danni ossidanti e, questi ultimi, si verificano anche in pazienti giovani. La conferma giunge da uno studio condotto dagli scienziati del Baylor College of Medicine

Covid, ecco come aumentano i livelli di stress ossidativo

Secondo gli scienziati del Baylor College of Medicine, nei pazienti ospedalizzati con Covid si verifica un aumento dei livelli di stress ossidativo, di danno ossidante e di glutatione. I risultati dello studio pubblicato sulla rivista "Antioxidants", suggeriscono che l'integrazione con GlyNAC, una combinazione di precursori del glutatione, potrebbe essere indicata per questi soggetti.

Tuttavia, al momento, non esistono approfondimenti clinici al riguardo. L'incremento dello stress ossidativo e la riduzione dei valori di glutatione sono associati a una serie di condizioni, tra cui l'invecchiamento, il diabete, le infezioni da Hiv, i disturbi neurodegenerativi e quelli cardiovascolari, l'obesità e altre problematiche.

Alla ricerca hanno preso parte 60 individui (25 donne e 35 uomini di età compresa fra i 21 e gli 85 anni) precedentemente ricoverati per Covid. Il team, dopo aver misurato i livelli di stress ossidativo, di danno ossidante e di glutatione nei campioni di sangue, ha confrontato gli stessi con quelli di pazienti sani. I campioni sono stati organizzati in tre diversi gruppi, in base all'età dei partecipanti. Del primo faceva parte la fascia d'età 21-40 anni, del secondo la fascia d'età 41-60 anni e nel terzo gruppo erano inclusi gli over 61. Da una prima indagine è emerso che negli adulti sani i livelli di stress ossidativo, di danno ossidativo e di glutatione rimangono stabili fino al compimento dei 60 anni.

Successivamente si è invece scoperto come i soggetti con Covid appartenenti alle fasce d'età 21-40 anni e 41-60 anni presentassero livelli molto più bassi di glutatione ma più stress ossidativo rispetto ai corrispondenti individui delle stesse fasce d'età e senza infezione. Si tratta questa di una vera e propria scoperta sorprendente poiché, normalmente, nei giovani non si assiste a una carenza di glutatione e ad un aumento dei danni ossidanti. Lo stress ossidativo deriva dall'accumulo di radicali liberi, molecole altamente reattive che possono danneggiare cellule, membrane, lipidi, proteine e DNA. Quando le cellule non riescono a neutralizzare l'azione dei radicali liberi mediante la produzione di glutatione, si verificano problematiche anche gravi.

«Sulla base dei nostri precedenti risultati sugli effetti dell'integrazione di GlyNAC in altre popolazioni e dell'attuale scoperta che le persone ricoverate con Covid avevano carenza di glutatione e aumento dello stress ossidativo - hanno concluso gli scienziati - abbiamo considerato se la somministrazione di GlyNAC fosse in grado anche di combattere tali difetti nell'infezione da coronavirus e di aiutare il corpo a contrastare la stessa. Il potenziale supporto fornito da GlyNAC dovrà essere valutato con ulteriori indagini».

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