Covid, meno complicanze gravi con la perdita di peso

Incentivare la perdita di peso è molto importante, soprattutto se si considera che l'obesità è una condizione sempre più diffusa. La conferma giunge da uno studio condotto dagli scienziati della Cleveland Clinic

Covid, la perdita di peso può ridurre il rischio di gravi complicanze

Uno studio condotto dagli scienziati della Cleveland Clinic ha dimostrato che, tra i pazienti obesi, la perdita di peso raggiunta con la chirurgia bariatrica è associata a un rischio inferiore del 60% di sviluppare gravi complicanze di Covid. La ricerca è stata pubblicata su "JAMA Surgery".

Numerose indagini hanno stabilito che l'obesità è un considerevole fattore di rischio per l'innesco di malattie importanti, inclusa l'infezione da coronavirus. Questa condizione, infatti, indebolisce il sistema immunitario, crea uno stato infiammatorio cronico e spiana la strada a patologie polmonari e cardiovascolari che, a loro volta, rendono il virus più aggressivo.

Per la ricerca sono stati coinvolti 20.212 soggetti adulti obesi. Un gruppo composto da 5.053 individui con un indice di massa corporea (BMI) pari o superiore a 35 e che hanno subito un intervento chirurgico di perdita di peso tra il 2004 e il 2007, è stato accuratamente abbinato a 15.159 pazienti non chirurgici di controllo, con un rapporto di 1:3. Rispetto a quelli del gruppo non chirurgico, i soggetti sottoposti a intervento bariatrico hanno perso il 19% in più di peso corporeo prima dell'avvento della pandemia di Covid a Cleveland, ovvero il primo marzo 2020.

Attestata la realtà pandemica, gli scienziati hanno poi preso in considerazione quattro fattori associati all'infezione da coronavirus: la probabilità di contrarre il virus, l'ospedalizzazione, la necessità di ricorrere all'ossigeno e le forme gravi della malattie, intese come una combinazione di ricovero in terapia intensiva, ventilazione meccanica o morte. Sebbene la possibilità di contrarre il Covid fosse simile tra i gruppi (9,1% in quello chirurgico e 8,7% in quello non chirurgico), i partecipanti dimagriti grazie all'operazione hanno sperimentato meno problematiche dopo essersi ammalati di SARS-CoV-2.

In particolare, essi hanno riportato un rischio inferiore del 49% di ospedalizzazione, una probabilità minore del 63% di ricorrere all'ossigeno e una possibilità ridotta del 60% di soffrire di forme gravi di coronavirus. Nonostante i meccanismi sottostanti non siano noti, questi dati suggeriscono che l'enfasi sulla perdita di peso come strategia di salute pubblica è in grado di migliorare la situazione pandemica e di prevenire futuri focolai e patologie infettive correlate.

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