Il Covid potrebbe favorire la resistenza dei superbatteri agli antibiotici

Il Covid non minaccia soltanto l'attualità, ma potrebbe provocare danni secondari anche in futuro: è il caso dei superbatteri, sempre più resistenti agli antibiotici, che proliferano soprattutto nelle strutture ospedaliere: il continuo uso di cure antibatteriche favorisce la resistenza dei ceppi più forti

Il Covid potrebbe favorire la resistenza dei superbatteri agli antibiotici

Il mondo scientifico è intento a cercare (e produrre) un vaccino per il Covid-19, tutti gli sforzi sono concentrati in un'unica direzione ed è giusto che sia così. Parallelamente, però, ci sono anche altre gravi minacce per la salute pubblica mondiale: è il caso dei superbatteri resistenti agli antibiotici, di cui adesso si sente parlare molto meno.

Antibiotici poco efficaci

Prima dell'era Coronavirus, la maggior parte degli sforzi era concentrata nella produzione di una nuova classe di antibiotici (che richiede tempo, come per il vaccino) ma l'emergenza Coronavirus potrebbe far peggiorare la situazione rallentando tutto il processo. Sono sempre più numerosi i batteri resistenti anche a quelli di ultima generazione, tre quarti dei quali in fase di sperimentazione che non supera nemmeno i test iniziali.

50% dei pazienti con infezioni secondarie

Come si legge su Focus, l'attuale emergenza mondiale va a braccetto con quella della resistenza agli antibiotici in almeno due modi: il Covid-19 abbassa nettamente le difese immunitarie ed è un grave problema soprattutto per i ricoverati in ospedale, terreno fertile per eccellenza ai superbatteri resistenti agli antibiotici.

La statistica dice che, dai dati raccolti a Wuhan, epicentro mondiale della pandemia, la metà dei pazienti deceduti per il virus presentava almeno un'infezione secondaria. Non dimentichiamoci che la compresenza dei batteri è stata un'importante causa di letalità anche durante le epidemie di Spagnola nel 1918 e di influenza suina nel 2009.

Batteri sempre più forti

Sul lungo termine (ed è il secondo modo) c'è il rischio dell'aumento di infezioni difficilmente curabili nei prossimi mesi o anni, perché circa il 90% dei pazienti curati per Covid-19 riceve anche trattamenti antibiotici: l'uso continuo di cure antibatteriche aumenta la pressione selettiva favorendo l’emergere, la moltiplicazione e la diffusione dei ceppi resistenti.

Inoltre, la comparsa di patogeni resistenti contemporaneamente a più antibiotici (multidrug-resistance) riduce ulteriormente la possibilità di un trattamento efficace. Bisogna sottolineare che questo fenomeno riguarda soprattutto le infezioni che insorgono e si diffondono all’interno di ospedali e di altre strutture sanitarie.

I 5 superbatteri nel mondo

I Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie Usa (Cdc) americani hanno stilato una sorta di "lista nera" con cinque batteri che rappresentano "una minaccia urgente" per la salute globale ed altri 11 germi inseriti invece in una "watch list", come si legge sull'Ansa.

I cinque "mostri" sono: "clostridium difficile", l' "enterobacteriaceae" resistente al carbapenem (Cre), la gonorrea Neisseria, la "candida auris", l' "Acinobacter" resistente al carbapenem. Ogni 15 minuti, una persona muore negli Stati Uniti a causa di complicazioni da infezioni resistenti a qualsiasi antibiotico in circolazione con un totale che arriva a 35mila decessi l'anno (la statistica si riferisce al 2019).

Prima del Coronavirus, nonostante questo fenomeno fosse più limitato nelle strutture ospedaliere e cliniche americane (-18% dal 2013), le malattie resistenti agli antibiotici continuano a crescere nelle varie comunità e punti di ritrovo. "Alcuni di questi superbatteri che evadono i medicinali hanno imparato come convidere i loro geni resistenti con altri germi in circolazione - ha osservato lo specialista dei Cdc, Michael Craig - questo è un problema grave che può colpire ognuno di noi".

Covid può essere da insegnamento

La stessa cooperazione scientifica messa in campo per contrastare il virus Sars-Cov-2 potrebbe, però, anche essere impiegata per affrontare il problema dell'antibiotico-resistenza, un'altra minaccia che potrebbe mettere a dura prova il nostro fisico ed i nostri sistemi sanitari.

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