Covid, quali sono le conseguenze della malattia per chi guarisce?

La ricerca è stata condotta dagli scienziati della Washington University School of Medicine e di St.Louis, mettendo in luce cosa accade all'organismo dopo la guarigione dall'infezione

Covid, quali sono le conseguenze della malattia per chi guarisce?

Con il progredire della pandemia di Covid è purtroppo diventato chiaro che molti dei pazienti guariti, anche quelli che si sono ammalati in maniera lieve, sono costretti ad affrontare una serie di problematiche di salute anche per molto tempo dopo la guarigione.

I ricercatori della Washington University School of Medicine e di St.Louis hanno catalogato le numerose patologie associate al coronavirus, fornendo così una panoramica generale sulle complicanze a lungo termine dell'infezione. Lo studio, che ha coinvolto più di 87mila pazienti Covid e quasi 5milioni di soggetti di controllo, è stato pubblicato sulla rivista "Nature".

Gli scienziati sono stati in grado di calcolare la potenziale scala dei problemi intravisti per la prima volta da resoconti aneddotici e da indagini meno ampie che hanno accennato agli effetti collaterali ad ampio raggio che colpiscono chi ha sconfitto il virus, dai disturbi respiratori al benessere mentale. È così emerso che, dopo i primi 30 giorni di malattia, i pazient colpiti dal Covid avevano un rischio di morte aumentato di quasi il 60% nei 6 mesi successivi rispetto alla popolazione generale. Al termine dei 6 mesi di osservazione, le morti in eccesso fra tutti i sopravvissuti sono state stimate in 8 soggetti per 1.000 pazienti. Tra gli individui ricoverati in ospedale oltre i primi 30 giorni di infezione, gli scienziati hanno registrato 29 decessi in eccesso per 1.000 pazienti nei 6 mesi successivi.

Queste morti dovute a complicazioni a lungo termine non sono state necessariamente registrate come decessi dovuti a Covid. Per quanto riguarda il bilancio totale delle vittime della pandemia, tali dati suggeriscono che le dipartite causate immediatamente dal virus sono solo la punta dell'iceberg. I ricercatori hanno analizzato in un primo momento i dati dei database sanitari nazionali del Dipartimento per gli affari dei veterani degli Stati Uniti (VHA) di 73.435 pazienti. Per comprendere gli effetti a lungo termine delle forme gravi di coronavirus è stata successivamente condotta un'analisi separata di 13.654 individui ospedalizzati, confrontati con 13.997 soggetti ricoverati con influenza stagionale.

Gli studiosi hanno confermato che, nonostante si presenti inizialmente un virus respiratorio, il Covid può colpire quasi tutti gli organi. Valutando 379 diagnosi, 380 classi di farmaci prescritti e 62 test di laboratorio somministrati, sono stati così individuati i principali problemi di salute che persistono per almeno 6 mesi nei pazienti guariti, in quel particolare stato che viene chiamato long Covid:

  • sistema respiratorio: tosse continua, mancanza di respiro, bassi livelli di ossigeno nel sangue;
  • sistema nervoso: ictus, mal di testa, disturbi di memoria e problematiche con il gusto e l'olfatto;
  • salute mentale: ansia, depressione, disturbi del sonno, abuso di sostanze;
  • metabolismo: diabete, obesità, colesterolo alto;
  • sistema cardiovascolare: malattia coronarica acuta, insufficienza cardiaca, palpitazioni, aritmie;
  • sistema gastrointestinale: costipazione, diarrea, reflusso acido;
  • reni: danno renale acuto, malattia renale cronica;
  • coagulazione: coaguli di sangue nelle gambe e nei polmoni;
  • pelle: eruzione cutanea, perdita di capelli;
  • sistema muscolo-scheletrico: dolori articolari, debolezza muscolare;
  • salute generale: malessere, stanchezza, anemia.

I rischi, secondo lo studio, possono rivelarsi più intensi in base alla gravità dell'infezione. Infine, rispetto all'influenza stagionale, il Covid ha mostrato un carico di malattia notevolmente più elevato, sia nell'entità del pericolo che nell'ampiezza del coinvolgimento degli organi.

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