Covid, la variante Delta e la sfida dell'immunità di gregge

L'importante studio sulla pandemia è stato condotto dai ricercatori del National Centre of Disease Control e dall'Institute of Genomics and Integrative Biology (India)

Covid, la variante Delta e la sfida dell'immunità di gregge

Il grave focolaio di Covid a Delhi nel 2021 ha dimostrato non solo che la variante Delta è estremamente trasmissibile, ma che è altresì in grado di infettare individui già venuti in precedenza a contatto con un'altra variante. A questa conclusione è giunto uno studio condotto dai ricercatori del National Centre of Disease Control e dal CSIR Institute of Genomics and Integrative Biology (India) e pubblicato su "Science".

I dati dell'Indian Council of Medical Research parlano chiaro. Il virus si era diffuso ampiamente nel continente durante la prima ondata, quando risultava positivo un adulto su cinque (21%) e un adolescente su quattro (25%) di età compresa fra i 10 e i 17 anni. Le cifre erano molto più alte nelle megalopoli indiane: qui, a febbraio 2021, oltre la metà degli abitanti (56%) aveva contratto il coronavirus.

Dal momento in cui il primo caso di Covid è stato rilevato a Delhi nel marzo 2020, la città ha dovuto fare i conti con diversi focolai, a giugno, a settembre e a novembre dello stesso anno. Dopo aver raggiunto un massimo di quasi 9mila contagi giornalieri a novembre 2020, l'incidenza è diminuita in maniera costante, con poche infezioni tra dicembre 2020 e marzo 2021. La situazione si è invertita drasticamente ad aprile 2021, mese in cui si sono raggiunti i 20mila casi al giorno con conseguente aumento dei ricoveri in terapia intensiva e pressione sul sistema sanitario.

Nella ricerca in questione gli scienziati hanno studiato l'epidemia avvalendosi di dati genomici, epidemiologici e modelli matematici. Per determinare se le varianti di Covid fossero responsabili dei contagi di aprile 2021 a Delhi, il team ha sequenziato e analizzato campioni virali della città riferiti al precedente focolaio del novembre 2020 fino a giugno 2021. Si è scoperto che i focolai del 2020 non erano correlati a nessuna variante preoccupante. La variante Alpha è stata identificata solo in maniera occasionale e principalmente nei viaggiatori stranieri fino a gennaio 2021. La stessa variante è aumentata a Delhi di circa il 40% (marzo 2021) prima di essere sostituita da un rapido incremento della variante Delta (aprile 2021).

Applicando la modellizzazione matematica ai dati epidemiologici e genomici, gli studiosi hanno scoperto che la variante Delta era fra il 30-70% più trasmissibile rispetto ai precedenti lignaggi del Covid a Delhi. Inoltre la stessa variante era in grado di infettare persone che in precedenza erano già entrate in contatto con il virus. Per cercare prove effettive di reinfezione gli scienziati hanno esaminato una coorte di soggetti reclutati dal Consiglio della ricerca scientifica e industriale indiano. A febbraio il 42,1% dei partecipanti non vaccinati era risultato positivo agli anticorpi contro il coronavirus. A giugno il numero corrispondente era dell'88,5%. Ciò suggeriva tassi di infezione molto elevati durante la seconda ondata.

Tra i 91 individui con precedente infezione (prima dell'avvento della variante Delta), circa un quarto (27,5%) ha mostrato un aumento dei livelli anticorpali e quindi un'evidente reinfezione. Quando i ricercatori hanno sequenziato tutti i campioni di casi di vaccinazione in un singolo centro durante il periodo dell'indagine, hanno scoperto che tra le 24 infezioni segnalate, la variante Delta aveva sette volte più probabilità di contagiare nonostante il vaccino. Secondo gli scienziati il concetto di immunità di gregge è fondamentale per porre fine alle epidemie. Tuttavia la situazione a Delhi mostra che l'infezione con precedenti varianti di Covid sarà insufficiente per raggiungere l'immunità di gregge contro la variante Delta.

«L'unico modo per porre fine o prevenire le epidemie di Delta - ha concluso il professor Ravi Gupta del Cambridge Institute of Therapeutic Immunology and Infectious Disease -è l'uso di richiami vaccinali che aumentano i livelli di anticorpi in maniera tale da superare la capacità della variante di eludere la neutralizzazione anticorpale».

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