Curry, proprietà e controindicazioni del mix di spezie

Questo mix di spezie giunse nel '700 in Inghilterra, grazie ai primi mercanti e agenti della Compagnia delle Indie

Il curry, o masala, è un mix di spezie ottenuto dal pestaggio con un mortaio di vari ingredienti, le cui percentuali variano a seconda dei Paesi in cui viene prodotto. L'elemento principale che lo compone e che gli conferisce il tipico colore giallo è la curcuma, una pianta appartenente alla famiglia botanica delle Zingiberaceae.

Tra i molti altri altri ingredienti che lo compongono vi sono anche il coriandolo, i ghiodi di garofano, il pepe nero, il cumino, la noce moscata, la cannella, il peperoncino e il fieno greco. La parola curry è un termine che venne occidentalizzato dal popolo britannico di ritorno dall'India. Deriva, infatti, dalla lingua tamil "kari" o "cari" e significa zuppa oppure salsa. La miscela è nota da sempre per le sue virtù antinfiammatorie e antiossidanti.

Curry, un po' di storia

La storia del curry affonda le sue radici nel '700, quando i primi mercanti e agenti della Compagnia delle Indie rientrarono in Inghilterra portando con sé, oltre a cospicue fortune e servitù indigena, anche l'abitudine di consumare cibi piccanti e speziati, ovvero i "turkarri" umidi o stufati. Sebbene la curiosità per questi alimenti esotici iniziò presto a diffondersi fra la borghesia, la maggior parte delle famiglie non possedeva le conoscenze e nemmeno le capacità per miscelare le spezie. Per la vendita di queste ultime nacque, così, un mercato che le commerciava già confezionate in polvere o in pasta.

Fu verso la fine del '700 che alcune ditte inglesi, anglo-indiane e olandesi presero a offrire delle misture a cui era stato dato il nome "curry" e che si caratterizzavano per il colore dorato e per l'aroma, con tre differenti intensità di peperoncino piccante: blando, piccante e piccantissimo. Nell'800, come testimoniano i reperti gastronomici del famoso cuoco francese Escoffier, la miscela era ormai ampiamente utilizzata nella cucina internazionale.

Le proprietà del curry

Gran parte dei benefici del curry sono legati all'ingrediente principale che lo compone, cioè la curcuma. Questa spezia si ottiene dalla polverizzazione della radice e del rizoma della pianta e può vantare una concentrazione di curcumina pari al 2%. Proprio questo principio attivo conferisce al curry proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. In particolare, uno studio ha confermato che le sue virtù antiossidanti sono utili contro malattie neurodegenerative come l'Alzheimer.

L'azione antinfiammatoria invece, secondo una ricerca pubblicata sull'America Journal of Cardiology, sarebbe efficace per ridurre del 65% il rischio di subire un attacco cardiaco. Ma non è tutto. La curcumina potrebbe, altresì, inibire la formazione delle cellule cancerogene tipiche dei tumori del seno, del sangue, della pelle e della prostata. Il cumino presente nel curry, poi, contiene oli essenziali efficaci contro il meteorismo, il gonfiore addominale e altri disturbi intestinali. Essi, inoltre, favoriscono la digestione e contrastano sintomi quali nausea e vomito.

Grazie alla presenza della capsaicina, un composto chimico presente nel peperoncino, il curry è anche un buon analgesico. Infine, non vanno dimenticate le sue proprietà dimagranti, esito delle spezie che regolano il metabolismo e aiutano a bruciare i grassi. In particolare lo zenzero e il peperoncino aumentano la velocità con cui vengono usate le calorie, mentre la cannella smorza il senso della fame.

Le controindicazioni del curry

Nonostante le sue innumerevoli virtù, il curry non è indicato per tutti. Ad esempio, il peperoncino che lo compone potrebbe causare irritazioni a carico dell'apparato urinario in soggetti particolarmente sensibili. Inoltre, va assunto con cautela in caso di problematiche gastrointestinali, come ulcere e gastriti.

Il consumo di curcuma, invece, è sconsigliato nelle persone con predisposizione ai calcoli biliari. Tollerato in gravidanza, il curry, è assolutamente vietato durante l'allattamento, poiché la capsaicina passa nel latte materno provocando una spiacevole sensazione di piccante in bocca. Anche i bambini dovrebbero evitarlo. Il loro apparato digerente, infatti, potrebbe non essere pronto a questa spezia.

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