Depressione, la psilocibina può lenire i sintomi

Una nuova speranza nel trattamento di questo disturbo giunge da uno studio del Center for Psychedelic and Counsciousness Research (CPCR) della Johns Hopkins School of Medicine

La depressione, comunemente definita "male del secolo", è un disturbo dell'umore, ovvero di quella funzione psichica che permette l'adattamento dell'interiorità psicologica alla realtà esterna. Secondo recenti dati statistici, colpisce oltre 350 milioni di persone nel mondo senza distinzione di sesso, età e stato sociale.

Una nuova speranza nel trattamento della depressione giunge da uno studio condotto dai ricercatori del Center for Psychedelic and Consciousness Research (CPCR) della Johns Hopkins School of Medicine. Gli scienziati hanno l'efficacia della psilocibina nell'impiego come cura per i disturbi depressivi standard a lungo termine, persistenti e meno definiti.

La psilocibina, nota come "Breakthrough therapy", è una triptamina psichedelica presente in alcuni funghi allucinogeni, la cui utilità nella terapia della depressione è stata valutata precedentemente in maniera positiva dalla Fda. Alla ricerca hanno preso parte 24 adulti, analizzati in due sessioni di terapia con psilocibina di cinque ore per 4 settimane di follow-up.

Dall'indagine è emerso che del gruppo dei partecipanti, il 67% ha mostrato una riduzione di oltre il 50% dei sintomi al follow-up di una settimana e il 71% al follow-up di quattro settimane. Complessivamente, quattro settimane dopo il trattamento, il 54% dei soggetti è stato dichiarato in remissione.

Chi soffre di depressione sperimenta un continuo senso di angoscia, perde interesse nei confronti delle attività solitamente ritenute piacevoli, percepisce l'ambiente circostante come ostile. Tutto ciò, di conseguenza, si riverbera nelle relazioni interpersonali e lavorative. Nei casi più gravi, il paziente depresso inizia a rivolgere costanti pensieri alla morte, considerando la stessa l'unico mezzo attraverso cui porre fine alle proprie sofferenze. Esistono diverse forme depressive: depressione unipolare o disturbo depressivo maggiore, distimia, disturbi bipolari di tipo I, II e ciclotimico, disturbo depressivo non altrimenti specificato.

La depressione non è l'esito di un'unica causa, bensì una condizione dettata dall'interazione di fattori genetici, biologici e psicosociali. Numerose evidenze scientifiche provano un'importante componente ereditaria nell'eziologia della malattia. Gli studi, infatti, affermano che i familiari di primo grado di individui depressi hanno una maggiore probabilità di sviluppare il disturbo.

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