Proprietà e benefici della lavanda

Dal profumo intenso ma deciso al tempo stesso, i fiori della lavanda, una volta essiccati vengono largamente impiegati in ambito cosmetico e aromaterapico

I suoi fiori, dal tipico colore compreso fra il lilla e l'azzurro, effondono un profumo inconfondibile: stiamo parlando della lavanda, una pianta erbacea aromatica ricca di proprietà benefiche, sia per il corpo che per la mente. Il nome "lavanda" è stato acquisito dalla lingua italiana dal gerundio latino del verbo "lavare" ("lavandus, lavanda, lavandum", ovvero "che deve essere lavato), in riferimento al fatto che queste specie erano note e molto utilizzate nell'antichità, soprattutto durante il medioevo, per detergere il corpo.

Il nome scientifico del genere, invece, fu proposto per la prima volta dal botanico francese Joseph Pitton de Tournefort. Venne poi definitivamente fissato da Linneo, il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione del 1753 che prese il titolo di "Species Plantarum". Tra i suoi principali costituenti chimici, si ritrovano i tannini, l'olio essenziale, l'idrossicumarine, l'acido caffeico e i suoi derivati.

Lavanda, un po' di storia

Come già accennato, il nome della lavanda deriva dalla parola latina "lavare" ed è legato all'uso che greci e romani facevano del fiore dopo averlo essiccato. Essi, infatti, la utilizzavano come detergente, per profumare l'acqua dei bagni termali e per sanificare le ricche domus. I romani, inoltre, ricavavano dai fiori l'essenza perché, secondo la scienza medica del tempo, essa aveva numerose proprietà benefiche: antibatteriche, antireumatiche, purificanti, antisettiche e antinfiammatorie. Estraevano, altresì, un olio essenziale che adoperavano nella cura delle bruciature e delle punture di insetto.

In epoca medievale la lavanda, assieme ad altre piante, era usata per la festa di San Giovanni. Durante la notte, la gente percorreva le vie di Roma munita di spighe di lavanda per scacciare le streghe. La spiga, impiegata durante i festeggiamenti, serviva in seguito come amuleto per offrire protezione dalle disgrazie e dai demoni. La stessa veniva, altresì, sventolata nel corso delle cerimonie nuziali in quando, a detta della tradizione, avrebbe propiziato la fecondità ai novelli sposi.

Esiste un'importante connessione tra l'olio essenziale di lavanda e l'avvio di una nota branca della moderna aromaterapia. Rene-Maurice Gattefossé, uno dei suoi padri fondatori, in seguito a un'esplosione avvenuta nel suo laboratorio, iniziò casualmente a usare quest'olio essenziale per curare alcune ferite. Resosi conto dell'efficacia dello stesso, volle approfondire le sue attività terapeutiche e anche quelle di tutti gli altri olii essenziali fino ad allora sconosciuti o quasi.

Le virtù dell'olio essenziale di lavanda

Ricco di linalolo, acetato di linalile, limonene, cineolo, canfora e alfa-terpineolo, all'olio essenziale di lavanda la fitoterapia moderna riconosce tante proprietà: antispastiche, sedative, ipocolesterolizzanti, antisettiche, antimicotiche, antinfiammatorie. Per non parlare poi della sua azione antidolorifica paragonabile a quella del tramadolo, un oppiaceo sintetico usato nel trattamento del dolore. Il suo profumo delicato, ma deciso al tempo stesso, lo rende il rimedio prediletto per rilassare la mente e il corpo e per allontanare, così, l'ansia e le tensioni quotidiane. Ecco, dunque, che viene impiegato per effettuare massaggi al fine di decontrarre i muscoli e in aggiunta ai sali da bagno per un pediluvio serale volto ad alleviare la sensazione di pesantezza avvertita a livello degli arti inferiori.

Diversi studi hanno messo in luce gli effetti antimicrobici dell'olio essenziale. Le ricerche hanno evidenziato che diversi suoi componenti possono essere impiegati come battericidi potenzialmente efficaci contro ceppi di Enterococcus faecium e Staphylococcus aureus. In ambito erboristico e cosmetico l'azione antimicrobica viene sfruttata per creare prodotti destinati a chi soffre di disturbi dermatologici, come l'acne e la rosacea.

Fiori di lavanda, un profumo che fa bene alla salute

I fiori di lavanda, dalle infinite virtù aromaterapiche, vengono raccolti per creare l'acqua floreale, utilizzata questa non solo per profumare e rinfrescare gli ambienti ma anche come rimedio contro l'insonnia. Basta, infatti, vaporizzarla in camera da letto o sul cuscino prima di andare a dormire. Può essere, altresì, utile spruzzarne un po' su un fazzoletto di stoffa, da tenere sul comodino durante le ore notturne. Gli stessi fiori, una volta lasciati essiccare, sono utili per:

  • realizzare dei sacchetti fai-da-te, veri e propri profumatori naturali da riporre in cassetti e armadi;
  • comporre piccoli fasci da abbellire con nastri decorati e da usare per decorare la propria abitazione;
  • diventare ingredienti aggiuntivi per la preparazione di saponette o di candele vegetali fatte in casa;
  • preparare gli oleoliti, ovvero oli miscelati con una pianta fresca o essiccata che ha rilasciato al loro interno le sue proprietà.

Dai fiori di lavanda, inoltre, si possono ottenere infusi dalle proprietà calmanti, specialmente se vengono abbinati a melissa, tiglio e camomilla. I decotti curativi, impiegati per uso esterno, sono in grado di curare la leucorrea, uno dei disturbi del tratto genitale femminile tra i più comuni e caratterizzato da un eccesso di perdite bianche, non ematiche. Affinché mantengano il loro aroma, è bene conservare i fiori in scatole di latta o di cartone ben chiuse e collocate, preferibilmente all'ombra e lontano da fonti di calore.

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