Salute

Malattie esantematiche: cause, sintomi e trattamento

Sono patologie molto comuni le cui complicanze interessano soprattutto i soggetti con difese immunitarie basse

Malattie esantematiche: cause, sintomi e trattamento

Le malattie esantematiche sono condizioni patologiche caratterizzate dalla comparsa sulla pelle del cosiddetto "esantema". Si tratta di un'eruzione che si accompagna ad una serie di manifestazioni tra le quali febbre, malessere generale e perdita di appetito. Il termine esantema deriva dal greco "exanthema" ovvero "scoppio" e rende l'idea del rash che è assai simile a un'eruzione vulcanica. Nella maggior parte dei casi l'eziologia delle malattie esantematiche è virale ma non mancano anche quelle di origine batterica. A contrarle sono soprattutto i bambini e i soggetti di giovane età a causa sia di un sistema immunitario non ancora del tutto efficiente, sia dell'elevato rischio di contagio in ambienti quali scuole e asili. Scopriamo insieme quali sono le malattie esantematiche più comuni e come è possibile intervenire. Consigliamo sempre di consultare il proprio medico in caso di necessità.

Malattie esantematiche: la varicella

Malattie esantematiche

Tra le malattie esantematiche è sicuramente la più diffusa. Stiamo parlando della varicella, una patologia infettiva ad eziologia virale che colpisce il 90% dei soggetti di età inferiore ai quindici anni. Anche gli adulti, tuttavia, non sono risparmiati. A causarla è il virus Varicella zoster, un patogeno a DNA appartenente alla famiglia Herpesviridae e dal comportamento subdolo. Esso infatti, dopo aver scatenato la malattia, rimane latente nell'organismo per poi riattivarsi in particolari momenti (calo delle difese immunitarie, stress intenso). In tal caso prende il nome di Herpes zoster, più comunemente conosciuto come fuoco di Sant'Antonio.

La varicella si trasmette da persona a persona in due modi: tramite il contatto diretto con le lesioni e per via aerea. Il periodo di incubazione varia dai tredici ai diciassette giorni. Ad esso segue la fase prodromica durante la quale si manifestano sintomi non direttamente riconducibili al disturbo: mal di gola, febbricola, rinorrea, dolori muscolari, stanchezza, tosse. Dopo qualche giorno iniziano a comparire, dapprima su fronte e tronco e poi su tutto il corpo, papule rosa pruriginose che nel tempo evolvono in vescicole e, infine, in croste.

In linea di massima, e soprattutto nei bambini, la varicella guarisce in maniera spontanea nell'arco di sette-dieci giorni. Complicanze frequenti includono: sovrainfezioni batteriche da grattamento delle lesioni, otite, artrite, polmonite, epatite. Il decorso può tuttavia essere pù complicato per le persone di età avanzata e con un sistema immunitario non efficiente. La terapia è sintomatica. Per la febbre, se supera i 38°, si può assumere paracetamolo. Gli antistaminici alleviano il prurito. Solo in caso di manifestazioni importanti ed entro ventriquattro ore dalla comparsa delle vescicole, è consigliato l'aciclovir, un farmaco antivirale. La prevenzione si basa sulla vaccinazione.

Malattie esantematiche: il morbillo

Malattie esantematiche

Rientra fra le malattie esantematiche anche il morbillo, una patologia infettiva di origine virale. A causarlo, infatti, è un patogeno appartenente al genere morbillivirus. Si tratta di un disturbo tipicamente infantile, poiché colpisce in particolar modo i bambini non vaccinati di età compresa fra i dodici mesi e i quattro anni.

Il contagio avviene tramite il contatto con le goccioline emesse con tosse e starnuti. Il virus, una volta inalato, si annida e si replica a livello orale e polmonare. Le goccioline possono altresì depositarsi sugli oggetti e la manipolazione degli stessi comporta una trasmissione dell'infezione se il soggetto porta successivamente le mani alla bocca o in prossimità del naso.

Il periodo di incubazione è di circa dieci giorni. Una volta trascorso iniziano a comparire le prime manifestazioni che ricordano quelle del raffreddore o dell'influenza: febbre alta, stanchezza, rinorrea, dolori muscolari, occhi che lacrimano, tosse secca, perdita di appetito. Il segno caratteristico del morbillo è l'eruzione cutanea. Il corpo si riempie di macchie rossastre di grandezza variabile e lievemente in rilievo.

Le complicazioni interessano soprattutto i bambini con meno di un anno e con le difese immunitarie basse, ma anche gli adolescenti e gli adulti. Le complicanze possono essere comuni (otite, congiuntivite, laringite, polmonite, vomito, diarrea), poco comuni (epatite, strabismo, encefalite, meningite) e rare (neurite ottica, problematiche cardiache e del sistema nervoso). Il trattamento è sintomatico e prevede la somministrazione al bisogno di antipiretici, analgesici ed antinfiammatori. La prevenzione si basa sulla vaccinazione.

Malattie esantematiche: la scarlattina

Malattie esantematiche

A differenza delle malattie esantematiche che abbiamo già trattato, la scarlattina è una patologia infettiva provocata da un batterio, lo Streptococco beta-emolitico di gruppo A. Rara nei bambini con meno di tre anni e negli adulti, colpisce prevalentemente gli individui di età compresa tra i cinque e i quindici anni. Secondo gli esperti, i periodi più critici sono i mesi invernali e l'inizio della primavera.

Nella maggior parte dei casi l'infezione si trasmette attraverso il contatto diretto con la saliva e le goccioline della stessa dispese mediante tosse e starnuti. Rappresentano una fonte di contagio anche gli oggetti di uso comune poiché il patogeno è in grado di sopravvivere nell'ambiente anche per un lungo periodo. Il tempo di incubazione varia da uno a sette giorni.

I sintomi esordiscono in maniera brusca e includono: febbre, cefalea, mal di gola, patina biancastra sulla lingua che nel giro di pochi giorni diventa rossa, vomito, dolori addominali, tachicardia. Segno caratteristico è l'esantema caratterizzato dalla comparsa su tutto il corpo, fatta eccezione per naso, bocca e mento, di puntini scarlatti e non pruriginosi. Dopo qualche tempo le chiazze vanno incontro ad un processo di desquamazione.

La terapia d'elezione della scarlattina prevede la somministrazione di antibiotici per via orale, ossia le penicilline. Se un soggetto è allergico ad esse, si opta per i macrolidi. La sintomatologia può essere alleviata assumendo antipiretici e antidolorifici. Attualmente non esistono vaccini anti scarlattina, pertanto la prevenzione consiste nel rispetto di semplici ma efficaci norme igieniche.

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