"Più contagiosa e peggiore": lo studio su Omicron 2

Cresce la preoccupazione per la sottovariante Omicron 2 che avanza soprattutto nei Paesi con bassi tassi di vaccinazione. Alcuni studi la paragonano alla variante Omicron: ecco gli ultimi risultati

"Più contagiosa e peggiore": lo studio su Omicron 2

In alcune parti del mondo, l'attenzione per la diffusione della variante Omicron 2, la "sorella" o sottovariante di Omicron che dir si voglia, è molto alta e desta anche qualche preoccupazione. L'ultimo studio in ordine di tempo che viene dal Giappone fa sapere che la nuova mutazione del Covid sarebbe in grado di diffondersi ancor più velocemente, causare una maggiore gravità della malattia ed evadere la risposta del sistema immunitario.

Cosa dice lo studio

I ricercatori di questo studio, pubblicato su Biorxiv ancora in fase di pre-print e che va revisionato, affermano che, per l'uomo, si potrebbe trattare di un virus peggiore rispetto alla normale variante Omicron "e potrebbe essere in grado di trasmettersi meglio e causare malattie peggiori", ha detto Daniel Rhoads, capo sezione di microbiologia presso la Cleveland Clinic in Ohio. Rhoads ha esaminato lo studio anche se non è stato coinvolto direttamente nella ricerca. Il prof. ha sottolineato come BA.2 è nettamente diverso rispetto al primo virus apparso a Wuhan più di due anni fa e "presenta dozzine di cambiamenti genetici che sono diversi dal ceppo Omicron originale".

"Come fosse una nuova variante"

Invece, uno dei ricercatori dell’Università di Tokyo che ha portato avanti lo studio, legge i risultati in maniera diversa: sono così tante le differenze con Omicron che la sottovariante non dovrebbe nemmeno essere considerata tale, piuttosto come una nuova mutazione indipendente solo per il fatto che presenta 28 mutazioni uniche che gli scienziati stanno cercando di studiare e capirne gli effetti. Infatti, i primi dati dicono che sia più contagiosa di Omicron in una percentuale che va 30% al 50%. Come riporta Il Messaggero, questa nuova variante è stata già sequenziata in più di 70 Paesi nel mondo e nella quasi totalità degli Stati Uniti. In almeno 10 nazioni mondiali, specie quelle dell'Estremo Oriente, è diventata dominante come si legge sul rapporto epidemiologico settimanale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

Accanto a questi dati, però, c'è da dire che le notizie non sono né univoche né uniformi: come abbiamo trattato recentemente sul Giornale.it, infatti, uno studio inglese dimostrerebbe come Omicron 2 non sembra causare una malattia peggiore rispetto alla variante attuale e sembrano essere "sorelle" in tutto e per tutto visto il grado di velocità con cui si diffonde e la tipologia di infezione, per lo più asintomatica o lievemente sintomatica nelle persone vaccinate con il ciclo completo e con il booster (terza dose).

Improbabile una nuova ondata

Giapponesi a parte, però, le notizie sembrano confortanti: è molto improbabile che Omicron 2 possa far partire una nuova ondata pandemica nel mondo, i problemi potrebbero verificarsi soltanto nei Paesi ancora indietro con la vaccinazione. «La sorella di Omicron potrebbe prolungare l’ondata pandemica. Ma i nostri dati suggeriscono che non ci sarà una nuova impennata», ha affermato a Nature Dan Barouch, immunologo e virologo presso il Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston che ha condotto uno studio in fase di pre-stampa. In questo caso, gli anticorpi prodotti da tre dosi di vaccino Pfizer e Moderna si sono dimostrati migliori nel prevenire la variante originale rispetto alla seconda "ma è improbabile che questa piccola differenza di elusione dell’immunità spieghi l’ascesa di BA.2 in tutto il mondo», sottolinea l'esperto.

Ci si può reinfettare?

La domanda sorge spontanea: visto che i contagiati con Delta possono infettarsi con la variante Omicron, lo stesso accade tra le due "sorelle"? La risposta non è chiara né definitiva ma gli esperti propendono per la tranquillità: chi è guarito da Omicron è ritenuto altamente improbabile che possa contrarre Omicron 2 anche se in una manciata di casi, alcuni ricercatori di Israele hanno identificato casi di persone guarite da BA.1 contagiate con BA.2. «Ritengo improbabile la reinfezione, ma lo scopriremo tra qualche settimana», ha affermato al Corriere un ricercatore danese dello State Serum Institute di Copenaghen. La Danimarca è stato il primo Paese europeo dove è stata sequenziata per la prima volta in Europa la variante Omicron 2, ormai più di un mese fa, portando un'impennata di contagi e una prevalenza nella popolazione superiore al 60%.

Commenti