Polipi della cervice, cosa sono e come si manifestano?

Se provocano sintomi o se di grosse dimensioni, queste escrescenze devono essere rimosse chirurgicamente

Polipi della cervice, cosa sono e come si manifestano?

Sono più frequenti nelle donne di età compresa fra i 40 e i 50 anni, soprattutto in prossimità del periodo definito 'pre-menopausale'. Raramente si riscontrano dopo la menopausa e nelle ragazze prima del menarca. I polipi della cervice sono proliferazioni di natura benigna che si sviluppano a livello del collo dell'utero. Più precisamente queste escrescenze di consistenza soffice possono formarsi nell'ectocervice, nell'endocervice e nella zona di congiunzione fra l'epitelio squamoso dell'ectocervice e quello cilindrico del canale cervicale. I polipi, di colore roseo o rossastro e dalle dimensioni varianti (da pochi millimetri a 2-3 centimentri), possono essere peduncolati o sessili. I primi presentano una specie di gambo che li fa protrudere dal rivestimento del collo dell'utero. I secondi, invece, hanno una base di impianto grazie alla quale sono ancorati alla mucosa, dunque sporgono solo leggermente.

L'eccessiva crescita delle cellule del rivestimento dell'utero che porta alla formazione dei polipi della cervice è determinata da alcune cause. Innanzitutto giocano un ruolo principale le stimolazioni ormonali, in particolar modo l'aumento del livello degli estrogeni. Da non sottovalutare, poi, l'ostruzione dei vasi sanguigni cervicali e le infiammazioni cervicali croniche (cerviciti) Altri fattori di rischio includono: predisposizione familiare, stati di immunosoppressione, traumatismi di vario genere, numero di gravidanze. Anche le infezioni sessualmente trasmissibili sono potenzialmente pericolose. In particolar modo la Chlamydia trachomatis o virus herpes simplex di tipo 2, il cosiddetto herpes genitale.

Molto di frequente i polipi della cervice sono asintomatici e la loro scoperta avviene per caso durante una visita ginecologica. I sintomi, se presenti, sono legati alla loro vascolarizzazione e includono spotting intermestruale, ovvero perdite marroni tra una mestruazione e l'altra. Spesso queste escrescenze possono sanguinare dopo un rapporto sessuale e, seppur raramente, ulcerarsi o infettarsi provocando così perdite vaginali bianche o giallastre (leucorrea) talvolta maleodoranti. Le lesioni talora danno luogo a menorragia, ovvero un ciclo mestruale particolarmente abbondante, mentre è sporadica la loro trasformazione maligna in un carcinoma squamoso.

I polipi della cervice vengono identificati durante controlli ginecologici di routine tramite l'esame con lo speculum, mediante un'ecografia pelvica transvaginale o, se di grosse dimensioni, per mezzo di un'isteroscopia. La diagnosi è confermata dalla biopsia cervicale. In caso di escrescenze non correlate a particolari disturbi, il trattamento si basa essenzialmente su un regolare monitoraggio, associato talvolta all'assunzione di una terapia farmacologica (progestinici, gonadotropine) finalizzata alla loro regressione. Quando i polipi provocano sanguinamento o perdite vaginali anomale, devono essere rimossi chirurgicamente. All'intervento, che può essere effettuato in ambito ambulatoriale, seguirà un esame citologico per escludere la presenza di cellule neoplastiche.