Autunno, è tempo di prendersi cura della pelle

È possibile rendere meno traumatico per la pelle il passaggio all'autunno con una serie di accorgimenti, utili e semplici da seguire. Quali sono e come agiscono sull'incarnato

Come prendersi cura della pelle del viso in autunno

Autunno: tempo di cambiamento, anche per la pelle. Sarà capitato a tutti di specchiarsi e di scorgere sul viso imperfezioni più o meno accentuate: colorito spento, grana spessa, microfissurazioni e rughe maggiormente marcate. Sono tutti postumi della stagione estiva, quando sole e salsedine hanno messo a dura prova la salute dell'epidermide, aggredendone gli strati superficiali o agendo a livello profondo. In particolare sono tre le problematiche che ci si ritrova ad affrontare una volta rientrati dalle vacanze:

  • disidratazione;
  • fotoinvecchiamento o altrimenti definito "photoaging";
  • macchie solari.

Il primo passo da compiere è senza dubbio quello di riconoscere le esigenze della propria pelle. In base alle stesse sarà possibile mettere a punto una nuova beauty routine o integrare quella abituale con accorgimenti e prodotti ad hoc.

Autunno e pelle secca, stop alla disidratazione

Vento, salsedine, aria condizionata: sono tanti i fattori che rendono la pelle secca e opaca. Normalmente le cellule cutanee sono tenute insieme nello strato corneo da alcune sostanze, tra cui le ceramidi che, oltre a renderle compatte, sono indispensabili per l'idratazione. In estate le condizioni climatiche aggrediscono le ceramidi, ma anche oligoelementi e acidi grassi la cui funzione è quella di creare una barriera per difendere la cute. Già danneggiata, con l'arrivo dei primi freddi, la salute della pelle risulta ancora più compromessa.

Innanzitutto, le temperature basse causano un restringimento dei vasi sanguigni. Di conseguenza la circolazione del sangue rallenta e l'apporto di sostanze nutritive si riduce notevolmente. Non bisogna poi dimenticare che con il freddo le ghiandole sebacee riducono la produzione del loro secreto. La pelle secca si riconosce facilmente: tira, è ruvida, tesa, pruriginosa e si arrossa con facilità.

Da un punto di vista cosmetico, per contrastare e prevenire queste sensazioni è utile utilizzare mattino e sera creme a base di ingredienti nutrienti e lenitivi, come ad esempio burro di karitè, cocco, argan, olio di rosa mosqueta, di oliva e di mandorle.

Efficace, poi è l'applicazione di una maschera fai da te al miele e all'olio di oliva. Va tenuta in posa per 15 minuti e la si può ripetere anche due volte a settimana.

La pelle secca, però, deve essere nutrita anche dall'interno. Via libera, dunque, all'assunzione di due litri e mezzo di acqua al giorno e di integratori: vitamina E, vitamina C, omega 3, omega 6.

Fotoinvecchiamento, il nemico della pelle

Una delle conseguenze più temibili che la pelle deve affrontare in autunno è il cosiddetto fotoinvecchiamento o photoaging. Si tratta di un particolare stato di invecchiamento della cute provocato dall'esposizione indiscriminata al sole e ai raggi ultravioletti.

In condizioni normali esiste un equilibrio tra la sintesi di collagene (la principale proteina del tessuto connettivo) da parte dei fibroblasti e la sua degradazione per opera di alcune molecole. Quest'ultimo processo, tuttavia, è accellerato dal contatto prolungato con le radiazioni UVA, UV e UVB che, aumentando i processi ossidativi e l'instabilità delle cellule cutanee, provoca danni al DNA. La pelle colpita dal fotoinvecchiamento si riconosce per la presenza di:

  • rughe profonde;
  • secchezza;
  • poca elasticità e compattezza;
  • macchie;
  • teleangectasie.

Per contrastare questo fenomeno, oltre a proteggere adeguatamente la pelle dall'esposizione solare, è consigliato introdurre nella propria beauty routine creme a base di vitamina A, vitamina C, vitamina E, resveratrolo, acido ialuronico, acido alfa-lipoico, coenzima Q10. Il photoaging, tuttavia, si combatte anche a tavola con alimenti ricchi di sostanze antiossidanti: carote, pomodori, bacche di Goji, tè verde, avocado, melograno e mirtilli.

Pelle e macchie solari, la fastidiosa eredità estiva

Se la tintarella piace quasi a tutti, lo stesso non si può dire delle macchie solari (lentigo), ovvero inestetismi che si presentano sotto forma di chiazze dalla forma irregolare nelle zone della pelle maggiormente esposte ai raggi ultravioletti. Il loro colore varia dal nocciola al rossastro e le dimensioni non sono costanti. Esistono, infatti, lentigo grandi solo pochi centimetri e altre che possono raggiungere anche uno o più centimetri di diametro.

Il principale responsabile della comparsa delle macchie è proprio il sole. I raggi UV, infatti, interferendo con il processo attraverso cui viene sintetizzata la melanina (melanogenesi), fanno sì che questa venga prodotta in eccesso. Tuttavia esistono anche altri fattori di rischio, ed essi sono principalmente ormonali, ambientali e genetici.

La prevenzione è fondamentale e si basa sul rispetto di alcune semplici regole. La pelle deve essere adeguatamente protetta anche in città e non bisogna mai esporsi ai raggi solari quando essi raggiungono il picco, ovvero tra le 11 e le 16.

Nonostante i dovuti accorgimenti, le macchie solari possono comunque comparire. In tal caso il dermatologo propone al paziente una serie di trattamenti in grado di attenuarle o di eliminarle: peeling, dermoabrasione, diatermocoagulazione, laser terapia. È possibile fare ricorso anche a rimedi naturali:

  • aloe vera;
  • succo di limone;
  • malva;
  • calendula;
  • olio di rosa mosqueta.

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