Dal test salivare al sierologico: i pro e i contro delle 4 analisi

Sono quattro i metodi impiegati per accertare la positività al coronavirus: tampone, test sierologico, test salivare e tamponcino

Continuano a crescere i contagi da coronavirus in Italia. Nelle ultime 24 ore si sono registrati 5.724 positivi e 29 morti con un record di ben 133.084 tamponi effettuati. Le maggiori criticità sono quelle riscontrate in Lombardia (1.140 casi) e in Campania (664 casi). A pochi giorni dal nuovo Dpcm del governo, vale la pena rispettare le ormai consuete norme di sicurezza: uso della mascherina, distanziamento sociale e frequente lavaggio delle mani. Ma in caso di sospetta positività al Covid, a quale esame bisogna essere sottoposti? Attualmente sono quattro i metodi più diffusi: tampone, test sierologico rapido, test salivare e tamponcino. Vediamo insieme come funzionano, vantaggi e limiti inclusi.

Tampone

Ad oggi nel nostro Paese il tampone naso-faringeo è l'unico mezzo attraverso cui è possibile accertare la positività al coronavirus. Il prelevamento del campione viene effettuato da personale specializzato obbligato a indossare tutti i dispositivi di protezione individuale: camice impermeabile, occhiali, visiera, cuffia, guanti e mascherine FFP2 o FFP3. L'esame, che può essere eseguito seppur raramente sull'escreato, ovvero il muco espulso dalle vie aeree inferiori, consiste nell'introduzione di due lunghi cotton fioc nelle narici e nella gola. La prima fase dell'analisi è mirata all'estrazione degli acidi nucleici al fine di individuare la presenza dell'RNA virale. Una volta ottenutolo, si procede ad individuare la presenza del virus della famiglia dei Coronavirus, il SARS-CoV-2. Se questa fase è positiva, si ricercano i suoi marcatori genetici specifici, cioè di quella parte virale non sottoposta a mutazioni. Il livello di sensibilità è pari al 99%. Tuttavia diminuisce se il tampone viene eseguito prima che l'individuo esprima una carica virale adeguata, dunque almeno dopo 48 ore dalla comparsa della sintomatologia.

Test sierologico rapido

Poiché servono a individuare i soggetti entrati in contatto con il virus e quindi a ricostruire la storia della malattia, i test sierologici sono uno strumento molto importante nella pianificazione del post lockdown. Ne esistono di tue tipi, rapidi e quantitativi. I primi, grazie ad una goccia di sangue ottenuta per digitopuntura, stabiliscono se un paziente ha prodotto anticorpi specifici. I secondi, invece, mediante il sangue raccolto in una provetta, dosano la quantità di anticorpi messi in circolo. Entrambi gli esami vanno, dunque, alla ricerca delle immunoglobuline IgM e IgG. La rilevazione di IgM indica che l'infezione è recente e in corso, in quanto questi anticorpi si manifestano entro sette giorni dai primi sintomi. Le immunoglobuline IgG, diversamente, compaiono dopo quattordici giorni e permangono anche quando l'individuo è guarito. L'affidabilità dei test sierologici è in fase di valutazione. Sarebbe ideale avere esami per i linfociti CD8, i globuli bianchi della memoria immunitaria. Se presenti, un eventuale nuovo incontro con il virus genera una risposta immunitaria rapida ed efficiente, in grado di eliminare il patogeno prima dell'esordio della patologia.

Test salivare

Se gli esami sierologici ricostruiscono la storia della malattia individuando le immunoglobuline IgM e IgG, il test salivare misura direttamente la presenza o meno del virus, proprio come fa il tampone. Ma, a differenza di quest'ultimo, non permette di calcolare la carica virale e non può, dunque, sostituirlo nella diagnosi. Più nello specifico, il bersaglio molecolare del test salivare è la proteina Spike di superficie del coronavirus, ovvero la glicoproteina mediante la quale esso riesce a penetrare nelle cellule umane per replicarsi. Poiché la saliva dei positivi al Covid contiene il virus e dal momento che il bersaglio è proprio una proteina, l'esame si basa su una reazione immunochimica. Si tratta per la precisione di una reazione specifica tra la proteina "S" del patogeno e un anticorpo diretto contro la stessa.

Tamponcino

È in corso presso l'ospedale di Treviso la sperimentazione di una nuova tipologia di tampone antigenico rapido validato dalle autorità sanitarie americane. Questo tamponcino, provvisto di un cotton fioc più corto rispetto al tampone classico, non solo può essere manovrato direttamente dal paziente, ma viene altresì analizzato da un macchinario che costa solo mille euro. La risposta arriva nel giro di dieci minuti.

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