Non correrà da solo Maurizio Martina per la guida del Partito democratico lombardo. O almeno così sembra. Riccardo Sarfatti, il coordinatore dellUnione in Regione Lombardia, non nasconde di aver voglia di sfidare il giovane segretario regionale dei Ds. Lantinciucista Sarfatti, che è un po il bastian contrario del centrosinistra al Pirellone, è battagliero. «Non mi va giù il modo in cui è venuta fuori la candidatura unica per la Lombardia. È un metodo che non si adatta a un partito democratico» dice con il tono di chi si sente duro e puro. La punta di diamante del suo curriculum è laver sfidato Roberto Formigoni alle regionali del 2005. Avevano puntato su di lui come su un candidato di bandiera. Sarfatti è uscito dalla batosta elettorale sconfitto ma non domato. Anzi, continua a rivendicare un risultato più alto delle aspettative, soprattutto a Milano città.
Adesso Sarfatti è «disponibile» a una nuova sfida, questa volta allinterno del centrosinistra, lanciata al ragazzo prodigio dei Ds, ultimo segretario della Quercia in Lombardia e aspirante leader del Pd in regione. Maurizio Martina gode di un sostegno pressoché unanime (rara avis del centrosinistra, piace a moderati e radicali). Ha incassato anche il sì del comitato lombardo a sostegno della candidatura di Enrico Letta. Insomma, anche la Margherita sceglie Martina.
Ma Sarfatti non demorde, forte del suo passato movimentista e da estraneo alle logiche della politica partitica (è imprenditore, titolare del marchio Luceplan).
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