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I Jet azzurri decollano a Bormio per riscrivere la storia: caccia all’oro dopo 74 anni

La discesa è la gara regina dei Giochi invernali, come i 100 in quelli estivi. Paris, Franzoni, Casse e Schieder sulle orme di Zeno Colò

 I Jet azzurri decollano a Bormio per riscrivere la storia: caccia all’oro dopo 74 anni
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C’è una sola occasione in cui quasi 2 minuti di gara possono essere più veloci del 9”58 dei 100 metri. No, niente matematica. Solo brivido ed emozione. È la discesa libera di un’Olimpiade. E quel giorno che accomuna i record di Bolt o Jacobs alle pieghe dei jet del Circo Bianco è oggi a Bormio per i signori, domani per le signore a Cortina.
Men first: la Stelvio è pronta ed è come piace agi azzurri. È nevicato, ma il suo manto è levigato come marmo. I nostri sperano nel ghiaccio, quello che esalta i funambolismi sulla Carcentina e dà lo sprint al salto di San Pietro. Alla partenza le punte incrociano il campanile di piazza Kuerc: sta mille metri più sotto. Gli atleti lo sanno: dritti, un respiro e il primo salto alla Rocca. Poi è tempo di Walzer. Ieri alla terza prova si è visto solo Dominik Paris che a Strauss, però, preferisce l’heavy metal della sua band. Ieri lui ha provato «Dove serviva».
Questa pista, dove ha già vinto 7 volte, te la disegna anche su un figlio bianco.
Oggi, dopo un quarto posto in Corea e il sesto a Pechino, sarà «la mia quinta ed ultima chance a Cinque Cerchi, un corpo a corpo con una vita da jet». Gli altri azzurri sono andati bene nei primi training e ieri han riposato. Agli antipodi c’è Giovanni Franzoni: non fosse per quelle due vittorie monstre a Wengen e Kitz lo chiamerebbero ancora “matricola”. Ora anche Odermatt lo addita: «Il ragazzo con il cerotto al naso sa come si fa».
Lui ripete come un mantra: «Devo capire i dossi». A completare il quartetto saranno Mattia Casse e Florian Schieder. Ai 4 moschettieri il compito di avvicinarsi alla storia scritta da Zeno Colò, oro ad Oslo nel 1952, Herbert Plank, bronzo a Innsbruck 1976 e Christof Innerhofer, bronzo a Sochi nel 2014 e in gara al prossimo SuperG.
Da Bormio a Cortina, anche le donne hanno saggiato, pur nella nebbia ed in una prova intermittente, l’Olympia delle Tofane. Con qualche dosso ed ondulazione inedita, ma soprattutto con tanta neve caduta, Sofia Goggia, in versione segugio, ha “annusato” una pista che ama (8ª) – «tracciata, però, diversa: si salta molto, ci sono punti più ardui del solito, ma l’organizzazione ha fatto un gran lavoro». La tallona Lollo Pirovano. Poco dietro (12ª) Federica Brignone: «Non so se farò discesa, nel caso devo meritarmi il posto».

Lindsey Vonn (11ª) è apparsa solida e miracolosa: «Se avesse avuto un problema grave come il mio, oggi non sarebbe qui... io dopo 3 giorni ero in carrozzella», spiega Brignone ciò che non c’è bisogno: questa è una battaglia sportiva. E la regina si prenderà la corona.
Tv: Rai 2 ed Eurosport alle 11.30.

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