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Sulla Stelvio è arrivata la neve e i jet azzurri volano

Nelle prove di discesa il giovane Franzoni subito dietro Cochran-Siegle. Paris è 5°

Sulla Stelvio è arrivata la neve e i jet azzurri volano
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Dal 1985 al 2005 al 2026: la Magnifica Terra torna mondiale. Anzi olimpica. Non tutto è pronto, ma su una cosa son tutti d'accordo: la Stelvio è la pista su cui qualunque atleta vorrebbe vincere una medaglia. Qualche giorno fa quassù è arrivato il vescovo. Da mesi anche in chiesa si invoca un pizzico di tregua olimpica. Che i lavori, soprattutto le tante incompiute stradali, siano ancora in corso da tempo creano mugugni in valle; che la legacy verrà dopo e si spera non porti ad un'ulteriore impennata dei prezzi, anche questo lo sperano un po' tutti, con buona pace di quelli che fino all'ultimo han sperato di affittare un pied-à-terre ed ora, invece, son pronti a fare il tifo. Perché quassù, innanzitutto, la gente sportiva lo è davvero: adesso che a parlare siano i Giochi.

Intanto anche le preghiere sono state ascoltate: è arrivata anche la neve. Ieri la prova è stata un po' per tutti. Atleti ed organizzatori. Si dirà buona la prima, ma c'è ancora tanto da lavorare per sabato, per tirare a lucido il tracciato. Gli azzurri si son subito comportati bene, dimostrando di gradire le onde della pista. Dietro all'americano Cochran-Siegle che a Crans Montana, domenica scorsa, è tornato a ruggire sul podio, c'è il sorriso giovane di Giovanni Franzoni: 16/100, il suo cerotto al naso, ormai marchio di fabbrica e un'ammissione: «Dopo Kitz avevo bisogno di riposo, ero stanco. Ora credo di aver recuperato le energie ed anche la concentrazione, con ottimi allenamenti».

Le prime prove crono si sono svolte a porte chiuse: anche questo fa parte del silenzio olimpico che dovrebbe favorire la concentrazione. Per 40/100 dietro a Franzoni piazza la zampata Odermatt mentre, dopo Monney (+0.66), chiude Dominik Paris (nella foto sotto, +0.94) che su questa pista ha, fin dal 2012, l'abbonamento al podio, con 7 sigilli (6 in discesa) complessivi in velocità. «Sono carico, mi sento pronto. Hanno lavorato in pista, il manto cambia di pezzo in pezzo. Sotto è più duro, ma lo strato di neve morbida in superficie ha ammorbidito alcuni segmenti. Ma c'è ancora tempo prima che sia pronta effettivamente per sabato», lascia intendere Domme. La sua speranza è anche quella degli altri azzurri: ghiaccio, fortissimamente ghiaccio. Il terzetto di inseguimento è formato da Mattia Casse, Christof Innerhofer e Florian Schieder che si infilano dalla 13ª alla 15ª piazza con un distacco fra 160 e 178: i posti sono 4 e si dovranno fare delle scelte fra Casse e Inner. Oggi va in scena la seconda prova (Dazn, 11.30).

A Cortina, invece, la neve continuerà a scendere e gli organizzatori han deciso di lasciare le signore in hotel. Oggi niente prova sull'Olympia delle Tofane. Si riproverà domani (11.30). Una notte in più per concentrarsi, riposarsi e sognare.

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