La sciabola di Napoleone venduta per 4,8 milioni

Resta in «famiglia» la sciabola dorata che Napoleone Bonaparte impugnò il 14 giugno 1800 a Marengo. Un discendente dell’Imperatore ha pagato 4,8 milioni di euro per aggiudicarsi all’asta l’arma venduta da un suo lontano cugino. «È un record mondiale per un oggetto appartenuto all’Imperatore, per una spada e per un’arma», ha spiegato il portavoce della casa Osenat a Fontainebleau, che ha organizzato la vendita. La sciabola, classificata come oggetto storico, non può lasciare la Francia ed è stata ceduta da un discendente di Gerolamo Bonaparte, il fratello più giovane di Napoleone. Se non fosse stata acquistata da un altro Bonaparte, spiegano da Osenat, lo Stato avrebbe esercitato il diritto di prelazione acquisendola per il museo dell’Armè all’Hotel des Invalides. Lunga 97 centimetri, l’arma fu la prima sciabola curva all’uso orientale con uno stile che da allora fu definito «alla Marengo». A Marengo, alle porte di Alessandria, Napoleone sconfisse le truppe austriache comandate dal generale Melas.
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.