Sclerosi multipla, pazienti liberi dalla malattia con i farmaci biologici

I dati presentati nel corso del 25mo Congresso Europeo per la sclerosi multipla confermano che i farmaci biologici Natalizumab e Interferone beta-1α potranno migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da SM

di Franca Iannici

Un'altra barriera è caduta per i pazienti affetti da sclerosi multipla che grazie ai farmaci biologici Natalizumab e Interferone beta-1α potranno migliorare la qualità della vita. I dati presentati nel corso del 25° Congresso Europeo per la sclerosi multipla (Ectrims European Committee for treatment and research in multiple sclerosis) a cui hanno partecipato 5000 neurologi, confermano che dopo due anni di terapia i pazienti non presentano segni clinici e radiologici della malattia.

Questo significa che con la somministrazione di Natalizumab, il primo anticorpo monoclonale per questa patologia, 300 mg una volta al mese, è stata evidenziata nei pazienti una significativa riduzione della malattia. In altre parole i pazienti possono dire di essere "liberi dall’attività di malattia" sottolinea Giancarlo Comi, professore ordinario di neurologia all'Università Vita e Salute San Raffaele di Milano, "sempre che la terapia cominci tempestivamente agli esordi della malattia".

Secondo i dati forniti dallo studio Affirm, condotto presso 99 centri in Europa, Nord America, Australia e Nuova Zelanda e pubblicato sulla rivista The Lancet Neurology, la somministrazione dei farmaci biologici riduce del 54% il rischio di progressione sostenuta della disabilità a 6 mesi, riduce del 92% il numero medio delle lesioni, espressione dell'attività di malattia e riduce in modo significativo del 68% il tasso annuale di ricadute. I pazienti hanno mostrato una buona tolleranza alle terapie, che devono essere personalizzate, riportando occasionali reazioni allergiche al farmaco come unici effetti collaterali.

Il sesso femminile risulta tuttora quello maggiormente colpito con rapporto di circa 2:1 rispetto agli uomini con la tendenza a mostrare un esordio più precoce rispetto all'uomo. Tuttavia con le nuove terapie si può concretizzare la possibilità di diventare madri per le donne colpite da sclerosi multipla. E' possibile portare a termine la gravidanza purché si seguano attentamente le indicazioni del medico anche se il problema, in verità, si presenta maggiormente durante il puerperio.

Per le pazienti che volessero cominciare una gravidanza è necessario individuare con il medico il periodo più idoneo per il concepimento. Significativa e commovente la testimonianza di una paziente di 24 anni, affetta da 6 anni da sclerosi multipla che aver fatto uso di diversi farmaci nel 2006 ha iniziato la terapia con Natalizumab. Sin dalla prima infusione sono migliorate le sue condizioni di vita e ha ricominciato a camminare e negli ultimi due anni ha come la sensazione di non avere la malattia.

Ma cos'è esattamente la sclerosi multipla e come si manifesta? La sclerosi multipla è una patologia infiammatoria del sistema nervoso centrale e si manifesta più frequentemente nei giovani adulti tra i 15 e i 50 anni, anche se i e i dati riportano dati di piccoli pazienti dai 2 ai 15 anni (tra 500 e 700). Ne consegue un'alterata trasmissione dell'impulso nervoso e si manifesta al principio con disturbi visivi, dolore al bulbo oculare, perdita di sensibilità in alcune parti del corpo, instabilità e vertigini.

L'esordio della malattia, avviene, nella maggior parte dei casi, tra i 20 e i 30 anni e generalmente si ritiene che entrino in gioco, nell'insorgenza della malattia, fattori sia genetici sia ambientali. Senza alcun trattamento il paziente ha un progressivo peggioramento che nell'arco di vent'anni lo porterà alla carrozzella. L'andamento clinico è molto variabile con un'alternanza di ricadute e remissioni diventando poi progressivo con l'accumulo di disabilità neurologica.

I pazienti colpiti da SM sono in Italia più di 56.000, uno ogni 1000 abitanti e ogni anno vengono diagnosticati 1800 nuovi casi e nel mondo sono 2 milioni.

Ma una volta individuata la terapia l'altro grosso scoglio è rappresentato dagli alti costi delle medicine e ad oggi "il diritto alla cura non viene rispettato dal momento che in alcune regioni i pazienti non ricevono sostegno economico per i farmaci", sostiene il presidente della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (Fism) e ex presidente dell’Associazione Aism. Uno dei casi clamorosi è rappresentato dalla Regione Sicilia che non è in grado di fornire il nuovo farmaco eccetto la località di Cefalù che sarà però presto costretta a interrompere la somministrazione anche dell'Interferone beta -1α.

L'associazione Aism quindi intende mantenere costante il monitoraggio sulla situazione e intervenire presso il Ministero della Sanità affinché venga garantita al meglio l'assistenza ai pazienti che non devono essere assolutamente abbandondonati ma tutelati al meglio.