La Scuola della Cattedrale, presieduta da Mons. Gianantonio Borgonovo, Arciprete del Duomo di Milano, inizia il nuovo anno con un evento culturale a carattere filosofico che prende spunto dalla pubblicazione dell'opera: Oracoli caldaici (Mondadori-Fondazione Lorenzo Valla, 2025). L'evento, moderato da Armando Torno, si terrà lunedì 19 gennaio 2026 alle 18.30 nella Chiesa di San Gottardo in Corte (via Pecorari, 2), con Mons. Borgonovo, Luciano Albanese, già Professore di Filosofia teoretica e di filosofia morale alla Sapienza Università di Roma e curatore dell'opera, e Piero Boitani, Professore emerito di Letterature comparate alla Sapienza Università di Roma e Presidente della Fondazione Valla.
Quello degli Oracoli è il mondo affascinante della teurgia, la quale, al contrario della teologia, non studia la divinità, ma la evoca attraverso simboli e rituali e la attira con l'estasi, evitando il razionalismo e tuttavia contribuendo in maniera determinante allo sviluppo del neoplatonismo, sottolineando con forza la luce "che è al di là dell'empireo" e che "manifesta in sé stessa a coloro che ne sono degni le apparizioni visibili degli dèi". Tutto comincia con la ricerca dell'Uno, padre di tutte le cose. La ricerca dell'Uno è l'espressione di un'aspirazione pluriculturale che attraversa tutto il tardo mondo antico: "Porfirio nel commentario agli oracoli celebra il demiurgo dell'universo" riassume un altro frammento "come colui che è secondo trascendente, quello onorato anche presso gli Ebrei, mentre il Caldeo parla divinamente di lui come secondo dopo il primo trascendente, cioè il Bene.
I discepoli di Giamblico, Siriano e Proclo, lo considerano demiurgo del cosmo sensibile e lo chiamano dio dei quattro elementi". E sin dall'inizio è presente Ahura Mazda, colui che Zarathustra proclamava l'unico dio, creatore del mondo sensibile e di quello soprasensibile.