Se piange Lippi cosa devono dire gli altri sport?

La signora di Maintenon, che nel Seicento educava giovinette nobili, apriva le sue lezioni sempre con la stessa frase: «Quando siete infelici pensate ai più disgraziati di voi, la ricetta è infallibile». Avendo una macchina del tempo da spedire a Tbilisi si poteva evitare a Marcello Lippi di mandare i suoi fulmini all'Italia distratta che sembra non avere attenzione per la Nazionale di calcio, interessata ad altre cose, seguendo il suggerimento dello stesso cittì che chiede rispetto e nessuna domanda per le sue scelte.
Certo che all'ora dell'aperitivo stuzzica più il referendum per avere Cassano dove il commissario tecnico campione del mondo proprio non vuole vederlo, che la preghiera di Cannavaro. Normale che sfumino le voci georgiane e si dia retta alle chiacchiere di Mourinho, distratti dai petardi contro Rosella Sensi regina ingrata verso il galantuomo Spalletti, impegnati ad ogni ora a seguire processi che, per il momento, non sembrano coinvolgere Azzurra.
Certo se si lamenta Lippi della poca attenzione che ci sarebbe per la nazionale di calcio, allora quelli degli altri sport dovrebbero buttarsi dalla prima torre disponibile anche se a qualcuno, vedi il basket, sembra far piacere che ci sia poca attenzione per la Nazionale fasulla appena esclusa dagli europei. Nel silenzio si può andare avanti facendo finta di niente. Anche se Franco Arese giura di aver già risolto il problema della nostra atletica, riducendo le borse di sostegno per i finti bravi, dopo il bagno nell'acido delle comparse italiane ai mondiali di Berlino, che sono stati fallimentari non certo per l'assenza di medaglie in uno sport universale, ma per l'impotenza mostrata dal movimento chiuso in se stesso e senza l'umiltà di voler almeno imparare dagli altri.
In questo Paese dove i mondiali di baseball si giocheranno da tutte le parti, meno che a Milano prigioniera fra le patate, dove qualche scudetto lo hanno vinto, e Roma, erbacce e non tribune, che è pur sempre la capitale, se si lamenta Lippi della poca attenzione per la sua Nazionale, in corsa verso il mondiale sudafricano, cosa dovrebbero fare gli altri che per avere una criptata televisiva sono obbligati a mille inchini, che per avere riflettori sui mondiali di boxe al Forum di Assago hanno camminato nell'ombra pur presentando potenziali campioni, medaglie olimpiche.
Stanno male in tanti e quando abbiamo il pane di campioni con certe qualità ci mancano i denti per masticare e questo chi vive in un mondo calciocentrico dovrebbe saperlo.
Lui, il marinaio Marcello, se la prende, ma cosa dovrebbero dire quelli del rugby che il 21 novembre erano sicuri di poter incontrare i campioni del mondo sudafricani a Firenze e ora si trovano sfrattati dall'anticipo Fiorentina-Parma, ignorati da chi conosceva il problema da un anno, obbligati a cercare un campo alternativo, nella speranza che a Udine abbiano voglia di scomodare il soccorso friulano.

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