Sei consiglieri in gita a Shanghai E l’opposizione salva la seduta

APLOMB Il primo cittadino non si scompone e ribatte: «Nessun problema, in molti erano in missione»

«Questo è un appuntamento importante», assicurava ieri il sindaco Letizia Moratti al momento di cominciare davanti all’aula il suo discorso di metà mandato. Eppure il naufragio era stato evitato per un soffio. Anzi grazie all’appoggio del centrosinistra rimasta in aula a garantire il numero legale necessario per far cominciare la seduta. E gli altri? Chi in gita a Shanghai, chi impegnato all’europarlamento, chi in libera uscita. Il risultato sono tredici assenti che rischiano di far fare una figuraccia al sindaco. E a far malignare sulla tenuta della maggioranza di centrodestra che già da tempo denuncia qualche crepa. E lei? Non si scompone. «Nessun problema - assicura a pericolo scampato - In molti erano in missione». In Cina appunto, a dare un’occhiata all’edizione dell’Expo che precederà quella di Milano nel 2015. In delegazione sono Barbara Bianchi Bonomi, Stefano Di Martino, Alessandro Fede Pellone del Pdl, Paolo Bianco della Lista Moratti, Giancarlo Pagliarini del Gruppo misto, mentre Matteo Salvini e Carlo Fidanza sono impegnati al parlamento europeo. Assenti Fabio Altitonante, diventato assessore in Provincia, Giovanni Bozzetti, Barbara Ciabò, Renzo Di Biase e Lorenzo Malagola. Ma c’è maretta anche nell’opposizione dove il primo ordine di scuderia è uscire tutti dall’aula. Poi i pontieri Pierfrancesco Majorino ed Ettore Martinelli convincono il gruppo a restare in aula.
Fair play che non impedisce a Majorino una replica durissima alle 21 pagine della Moratti. «In questa città, non a Reggio Calabria - attacca - per diverse settimane ci sono stati 1.000 bambini in lista d’attesa negli asili nido, attualmente esistono 5.000 case di proprietà pubblica vuote e inutilizzate, il crack Zincar ha causato, nella degenerazione di un modello di gestione di una società partecipata, un buco da 18 milioni di euro, il caso derivati espone le casse del Comune a rischi spesso quantificabili in un valore negativo delle operazioni di circa 100 milioni di euro, in questi anni di sua amministrazione non sono aumentati i poliziotti, è stato tagliato un terzo dei comandi dei vigili, non si è provveduto a rimpiazzare i 150 esponenti della polizia locale andati in pensione, il Teatro degli Arcimboldi è costato fino ad oggi, anche durante la sua amministrazione, almeno 10 milioni di euro». La replica è affidata al capogruppo Giulio Gallera che ricorda come troppo spesso il centrosinistra guardi più a quello che manca che a quello che è stato fatto. E ricorda «i 1.725 posti in più negli asili nido che hanno azzerato le liste d’attesa e il tasso di occupazione abusiva del patrimonio pubblico fissato ad appena il 4 per cento». Duro anche Basilio Rizzo (Lista Fo), la coscienza storica del consiglio. Che a proposito dell’opuscolo che ora i milanesi riceveranno a casa con le cifre dei primi tre anni della Moratti parla di pubblicità. «E come tutta la pubblicità - aggiunge - i milanesi la butteranno subito nel cestino. Ci fosse stato anche spazio per le osservazioni e le proposte dell’opposizione forse avrebbero fatto una fine diversa. La Milano descritta dalla Moratti? La vede solo lei. Perché non ci ha parlato della sentenza della Corte dei conti, del fallimento della Zincar, delle linee 4 e 5 della metropolitana che dovevano essere già finite e non si faranno più?».
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