Si scrive Treccani, si legge D’Alema

Lo storico istituto e la Fondazione Italianieuropei del leader democratico condividono presidente, direttore editoriale, una bella fetta del consiglio scientifico. E molto altro

Si scrive Treccani, si legge D’Alema

Si scrive Treccani ma si legge Italianieuropei. Lo storico Istituto per l’Enciclopedia e la Fondazione di Massimo D’Alema sembrano avere molti tratti in comune. Italianieuropei, per la cronaca, «è una Fondazione di cultura politica, nata nel 1998 su iniziativa di un gruppo di personalità del riformismo italiano per contribuire alla europeizzazione e alla selezione delle nuove classi dirigenti nel campo della politica, dell’impresa, dell’amministrazione pubblica e della cultura». Così dice l’autopresentazione sul web. In altre parole: un «pensatoio» un po’ all’americana, con l’ambizione di influenzare il dibattito pubblico. Il leader democratico ha scelto di battere con decisione questa strada, in apparenza defilata, dopo essere stato al governo come presidente del Consiglio, in un momento di impasse della carriera. Ci sono altri «pensatoi» simili in Italia, anche a destra, ad esempio Magna Carta e la finiana Farefuturo.

Ma torniamo a Italianieuropei e alla Treccani. Diamo un’occhiata ai rispettivi organigrammi, consultabili in rete nei siti ufficiali. Il presidente della Treccani è Giuliano Amato, presidente dell’Advisory Board di Italianieuropei. Massimo Bray, che Repubblica ieri indicava come principale artefice del discusso «nuovo corso» in Treccani, siede sulla poltrona di direttore editoriale da una parte e dall’altra. Se per caso Franco Tatò, amministratore delegato in Treccani, aderisse al think-tank di D’Alema, avremmo una totale uguaglianza dei piani «altissimi». Proseguiamo. Oltre un terzo del consiglio scientifico dell’Istituto, composto da venti membri, è formato da Italianieuropei a vario titolo (cioè appartenenti al comitato scientifico o a quello di redazione della rivista edita dalla fondazione): oltre ad Amato, ci sono Enrico Alleva, Luciano Canfora, Michele Ciliberto, Paolo Guerrieri, Carlo Ossola e Mariuccia Salvati.

Nel consiglio d’amministrazione della Treccani ci sono tre nomi che figurano anche nel comitato scientifico o di redazione di Italianieuropei: Pierluigi Ciocca, Marcello De Cecco, Giuseppe Vacca. Ancora. Il Dizionario della medicina Treccani è codiretto da Ignazio Marino, professore, chirurgo, onorevole democratico, candidato alle primarie appena svolte. E membro del comitato di redazione di Italianieuropei. Quello di storia è invece diretto da Antonio Menniti Ippolito, anch’egli nel comitato di redazione di Italianieuropei. Il direttore del sito scuola Treccani? Mauro Palma, nel comitato scientifico Italianieuropei.

L’elenco dei punti di contatto non si chiude qui. Treccani e Italianieuropei hanno in comune anche i servizi editoriali richiesti a Marchesi grafiche editoriali, come segnala l’articolo già citato di Repubblica, firmato da Simonetta Fiori. Marchesi impagina e stampa alcune opere enciclopediche per l’Istituto e la rivista Italianieuropei. Vista la situazione, ovvio che le iniziative dalemian-culturali trovino un ambiente ricettivo. Ecco perché, ad esempio, sul portale della Treccani sarà possibile vedere la videoregistrazione dell’incontro dal titolo «Quale lavoro dopo la crisi? Analisi e proposte». Partecipanti: «Giuliano Amato, Pietro Ichino, Agostino Megale, Tiziano Treu e Massimo D’Alema». Occasione: la pubblicazione «del n. 3/2009 de “i Quaderni di Italianieuropei” dedicato al tema del lavoro». Le immagini saranno presto disponibili.
Oggi in Treccani è previsto un consiglio d’amministrazione, che dovrà prendere una decisione sul futuro del Dizionario biografico degli italiani, opera monumentale a rischio chiusura causa costi eccessivi, lentezze esasperanti e difetti nella pianificazione. Il Dizionario partì nel 1960, è fermo alla lettera «M», e sulla sua sorte non c’è chiarezza: Amato vorrebbe portarlo sul web e aprire la stesura delle voci agli studiosi desiderosi di collaborare, sotto la supervisione della redazione. La redazione invece chiede di essere rafforzata per procedere più rapidamente. Che si decida in un senso o nell’altro, è fondamentale che ci sia un progetto editoriale, e che venga seguito scrupolosamente, perché ciò che fa lievitare il deficit è la dilatazione all’infinito dei tempi di realizzazione. Ieri molti politici, tra cui Gianfranco Fini, si sono detti preoccupati, e Bondi ha promesso di intervenire. Il Pd invece ha fatto un’interrogazione parlamentare e proposto che Amato vada a riferire agli onorevoli: e se fosse sufficiente una telefonata a D’Alema? Il Dizionario biografico degli italiani potrebbe essere ridimensionato. Speriamo non sia rimpiazzato dal Dizionario biografico degli Italianieuropei.

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