Signorini: "Per me il trans è il macho palestrato"

Il direttore di <em>Chi</em>, opinionista del <em>Grande Fratello</em>, lancia
un’ipotesi azzardata. E annuncia: &quot;A Natale e Capodanno quelli di
Canale 5 mi vedono col binocolo, vado a messa con mia mamma&quot;

Milano - tutti quanti e si rifugerà in famiglia, come tradizione. Per chi non può fare a meno di Alfonso Signorini (Alessia Marcuzzi in testa) sarà un brutto colpo, però il Gieffe in onda pure nelle sante feste (ci saranno lunghi collegamenti con la Casa nelle notti del 24 e del 31 dicembre), riuscirà a sopportare pure questo. Il pluri-direttore (di Chi e Sorrisi e canzoni), pluri-opinionista e pluri-coconduttore, nonché investito dalla rivista «Il Mulino» della «prestigiosa» carica di «ministro della propaganda del Cavaliere», è da noi interpellato, più semplicemente, come esperto del reality di Canale 5. Sulla poltrona in mezzo allo studio, l’altra sera sfoggiava una vistosa giacca verde, aiutando la conduttrice a delineare i caratteri dei nuovi concorrenti del Grande Fratello.

Alfonso, prima di tutto: come fa ad abbandonare la nave nei giorni più importanti?
«Ah no, lo sappia Canale 5. Io la vigilia di Natale sto con la mia mamma Lucia, 80 anni e mia zia Ester, 84. Al mattino le porto dal parrucchiere per mettersi in ordine, la sera ceniamo con i tortellini in brodo e poi andiamo alla messa di mezzanotte. E la notte di Capodanno la passerò, come sempre, con il mio compagno. Prima di tutto, gli affetti».

Tanto a Cinecittà ci andrà ogni lunedì per cinque mesi. Intanto il reality è partito col botto: sei milioni di spettatori.
«Bene. L’altra sera è stata una messa cantata per presentare i concorrenti, però si vede che il cast è forte. Persone normali, specchio dell’Italia vera. Soprattutto le donne mi piacciono: la Carmela siciliana verace, la sarda Daniela che furbescamente dice di far l’amore cinque volte al giorno e la maestra d’asilo Cristina».

Non è che per tutti gli italiani sia così normale un una donna che si trasforma in un uomo.
«Certo. Ma è solo uno tra i concorrenti. La caccia al transessuale è un espediente molto divertente che serve anche a tirar su gli ascolti».

Secondo lei chi è?
«Mi sono fatto due idee: Tullio Tommasino, però se fosse lui dovrebbe aver fatto un’overdose di ormoni visto quanti peli ha sul corpo. Oppure - e avrebbe dell’incredibile - Massimo Scattarella, il macho che fa body-building: mangiando un pollo e mezzo al giorno si sarà fatto tutti quei muscoli».

Il Gieffe è stato superato dalla realtà: il trans in Tv non è nulla in confronto allo scandalo Marrazzo.
«Ma la realtà deve superare la fantasia sennò sai che noia la vita».

Di Maicol (scritto proprio così, non Michael) Berti, il ragazzo gay, cosa pensa?
«È così nature che non corre il rischio di fare la macchietta».

Invece sta col dito puntato contro Alberto, il fervente cattolico...
«Ah sì, se ci prende in giro, quello lo distruggo. Un altro che mi sembra troppo costruito è il George fighetto».

Vede già un potenziale vincitore?
«Maicol. Senza dubbio».

Come mai, secondo lei, tanta gente ha ancora voglia di seguire un reality, che avrà pure un cast di ragazzi genuini, ma è pura finzione?
«Proprio perché è solo un gioco. Il pubblico ha una grande voglia di evadere, di non pensare ai problemi alla sera. Ancor di più con questa crisi che costringe la gente a stare in casa».

Ma non a leggere libri...
«Vero. Anzi, sapete cosa propongo? Che mettano una bella libreria nella casa. In 24 ore, oltre che a blaterale, questi ragazzi possono leggere qualcosa, sarebbe un bell’esempio per tutti quelli che li seguono».

A lei cosa piace guardare in questa stagione Tv?
«Come sempre C’è posta per te: al sabato non esco e mi metto con i Kleenex a seguire Maria. E poi ascolto sempre SkyTg24 per le notizie e Annozero: Santoro mi piace perché, facendomi arrabbiare, mi costringe a formulare un parere».

È vero che potrebbe condurre uno show tutto suo?
«Non nascondo che mi piacerebbe. Però non ne ho il tempo. Lo farei, ovviamente, sui sentimenti e sulle storie delle persone. Mi descrivono come una iena, ma io sono un buono... anche se non si deve sapere troppo in giro».

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