Leggi il settimanale

Il sindaco dribbla i fischi e fa un comizio anti Lega

Sala sposta l'ingresso oltre la zona calda. Salvini: "I suoi insulti sono una medaglia"

Il sindaco dribbla i fischi e fa un comizio anti Lega

"É un 25 Aprile che non ci può piacere per come si sta svolgendo". Il sindaco Beppe Sala osserva sull'Ipad i video degli scontri in via Senato, la Brigata Ebraica bloccata, respinta e insultata dai pro Pal. Si consulta con il presidente dell'Anpi Primo Minelli, che accanto al palco in piazza Duomo osserva con Sala che "è spiacevole, poi daranno tutti la colpa a me, diranno che ho portato nel Comitato degli estremisti ma non è così". Ma vanno in onda due cortei. Un mini spezzone festoso, aperto dalla banda che suona "Bella Ciao", con il sindaco Sala, il gonfalone di Milano, della Regione - rappresentata dall'assessore di Forza Italia Gianluca Comazzi -, assessori comunali (dalla vicesindaco Scavuzzo, Emmanuel Conte, Lamberto Bertolè alla presidente dell'aula Elena Buscemi), i primi cittadini dell'hinterland. Tutto bellissimo, fioccano complimenti e applausi dal pubblico a Sala al posto dei fischi quasi assicurati alla vigilia, viste le polemiche da sinistra e dal popolo pro Pal dopo il suo no alla sospensione del gemellaggio con Tel Aviv. Proteste dribblate. Quando scattano quelle contro la Brigata Ebraica in corso Venezia, all'altezza di via Boschetti che anche il tradizionale punto di ingresso del sindaco con la fascia tricolore alla testa del corteo, il suo arrivo è stato prontamente spostato 50 metri più avanti, in via Senato. Da lì, via a un percorso senza intoppi verso piazza Duomo. Persino troppo veloce, più volte lo spezzone ha dovuto rallentare e fermarsi. La parte grossa del corteo, compreso lo striscione del Pd con il capogruppo regionale Pierfrancesco Majorino e i segretari locali, è rimasta bloccata per oltre due ore, tanto sono durati gli scontri in via Senato. Alle 16.05 Sala era già in Duomo, piazza semivuota. Alle 16.35 - piena a metà - il presidente Anpi parte con il comizio del 25 Aprile. Nessun riferimento agli scontri milanesi. Pinelli attacca subito il presidente del Senato Ignazio La Russa - "se pensa di parificare ci combattè per la libertà, i partigiani, con chi combattè per il fascismo, non è all'altezza di rappresentare le istituzioni" - e sostiene che "questa piazza è la risposta a quella di sabato scorso, che sprizzava odio". Si riferisce al Summit "Senza Paura" promosso dai Patrioti Europei e dalla Lega. Anche Sala glissa sul presente e contesta: "Sabato scorso in questa piazza qualcuno ha provato a infangare la nostra storia, i cosiddetti patrioti d'Europa si sono riuniti qui per celebrare la remigrazione. Avete visto anche voi come è andata. Poca gente, non certo la gente che c'è in piazza oggi (o che sta ancora sfilando). Tanta retorica vuota, e un leader di governo che scambia la piazza della Liberazione per il palco del suo congresso. Hanno scelto questa città, lo stesso percorso del 25 Aprile. Ma Milano gli ha detto no". Matteo Salvini sui social esprime "totale solidarietà alla Brigata Ebraica" e rilancia un titolo del Giornale.it: "I pro Pal bloccano la Brigata e Sala se la prende con i Patrioti". Il leader della Lega aggiunge a commento: "Gli insulti del peggior sindaco della storia di Milano per la Lega sono una Medaglia".

Contro il no al gemellaggio protestano in piazza Scala quando passa Sala una decina di cittadini, una si fa sentire forte durante il comizio ma viene isolata. Sulla manifestazione di fatto spezzata in due il sindaco ammette di "non essere meravigliato, personalmente me lo aspettavo, sono 15 giorni che dico a prefetto e questore che quest'anno sarebbe stato particolare. È chiaro che la tensione internazionale si sta riflettendo su tutto e il 25 Aprile è una grande vetrina, è un peccato ma è così". Ci sono stati insulti choc contro la Brigata ("siete solo saponette mancate"), "parole da condannare è evidente - afferma -. Ma si è creato un clima di grande tensione, tutti noi dobbiamo abituarci ad essere più moderati nei toni, a non aizzare gli animi". La capogruppo dei Verdi Francesca Cucchiara non contesta che i pro pal abbiano impedito alla Brigata di sfilare - "capisco anche chi davanti all'esposizione di una bandiera israeliana, mentre è in corso un genocidio, possa reagire" dice - mentre "è spiacevole - dice - che la Brigata non si sia spostata e, di fatto, abbia bloccato il corteo, hanno rovinato la festa del 25 Aprile".

A "infangare la città", usando le parole di Sala, "è il clima di odio antisemita" per i segretario di Azione Milano Francesco Ascioti. Chiede le "dimissioni di Minelli: si dice addirittura soddisfatto ma è responsabile del fallimento politico e organizzativo della giornata".

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica