A poche settimane dall'avvio della Design Week, Milano si concede un prologo capace di mettere a fuoco una delle materie più radicate nella tradizione e, allo stesso tempo, più attuali in assoluto del design contemporaneo: il legno. Accade con «NODI. Cultura, impresa e design del legno trentino», la mostra che debutta proprio oggi all'ADI Design Museum, in Piazza Compasso d'Oro. In programma fino al 12 aprile, porta in scena quindici progetti nati dall'incontro tra altrettante imprese trentine tra artigianato e industria e una selezione di designer italiani affermati sulla scena internazionale chiamati a misurarsi con il tema della casa e dell'ospitalità, intesa come spazio di relazione tra interno ed esterno, tra paesaggio e comunità. I protagonisti all'opera sono progettisti appartenenti alla generazione dei «giovani maestri», alcuni già insigniti del Compasso d'Oro, come Matteo Ragni e Giulio Iacchetti, altri con tutto il talento e le carte per conquistarselo
nel prossimo avvenire. Dal loro contributo emerge un racconto corale solido e ben calibrato, in cui cultura materiale e visione progettuale si intrecciano senza forzature, restituendo oggetti capaci di tenere insieme identità locale e linguaggi contemporanei, funzione e ricerca formale. Il legno, in questo contesto, non è soltanto materia, diventa anche mezzo narrativo: dialoga con il paesaggio alpino, rilegge il concetto di accoglienza e costruisce un'estetica coerente con l'immagine del Trentino, essenziale ma evoluta. L'esposizione curata dall'architetto Paolo Baldessari e dal filosofo, storico e teorico dell'arte, del design e dell'architettura Aldo Colonetti, e promosso dalla Provincia autonoma di Trento e coordinato da Trentino Sviluppo in collaborazione con Trentino Marketing si configura così come un laboratorio concreto di ricerca e sviluppo. Un laboratorio capace di valorizzare la filiera d'eccellenza del legno e di rafforzare il posizionamento competitivo delle imprese coinvolte, senza perdere mai di vista una dimensione culturale ampia e una creatività accesa. Il titolo della mostra sintetizza con efficacia l'impianto teorico: i nodi diventano metafora e principio progettuale, punti di connessione tra competenze artigianali, imprenditoriali e autoriali, elementi identitari che la natura stessa offre
al progetto come segno di autenticità. Non è un caso che, come sottolineano i due curatori a una sola voce, «i nodi mettono insieme saperi diversi nel rispetto dell'identità del legno», trasformando il vincolo materico in opportunità progettuale. Ad aprire la mostra, ancora prima dell'ingresso del museo, l'«Icosaedro» di Mario Botta, una micro-architettura in legno trentino che, ispirata al «Cabanon» di Le Corbusier e allestita al centro di Piazza Compasso d'Oro, rilegge il tema dell'abitare minimal in chiave alpina e contemporanea, trasformando un archetipo dell'architettura moderna in un oggetto di riflessione sul rapporto tra spazio, funzione e paesaggio.
A chiuderla, invece, un volume editoriale concepito come estensione del progetto, con art direction di Gianluigi
Colin, che documenta il percorso di collaborazione tra imprese e progettisti, raccogliendo tra le pagine contributi critici, testimonianze e materiali originali per offrire una lettura trasversale dell'intera esperienza.