Società

Arginare il fenomeno del gioco d’azzardo? Ecco il progetto dedicato

“LINK INSUBRIA: rete contro l’azzardo” si propone di creare una rete per contrastare l'azzardo, coinvolgendo amministratori locali in un gruppo di lavoro dedicato alla formazione continua

Arginare il fenomeno del gioco d’azzardo? Ecco il progetto dedicato
Tabella dei contenuti

1827 euro euro, è la cifra pro-capite in puntate d’azzardo ogni anno per un totale di 111,7 miliardi di euro. Un numero importante che, stando alla Relazione del Libro Blu dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), sarebbe aumentata nel 2022 con oltre 136 miliardi di euro in giocate. Come arginare il fenomeno? Grazie a un progetto per diffondere le buone pratiche nella regolamentazione e nei controlli contro il gioco d'azzardo patologico. Stiamo parlando di “LINK INSUBRIA: rete contro l’azzardo” che si propone di creare un vero e proprio sistema per contrastare l'azzardo, coinvolgendo amministratori locali in un gruppo di lavoro dedicato alla formazione continua. Le azioni mirano ad approfondire il ruolo dei comuni nella promozione del benessere pubblico, armonizzare le misure comunali per la prevenzione e il contrasto al gioco d'azzardo, definire una checklist per i controlli delle forze dell'ordine e mappare l'offerta di gioco d'azzardo. La messa in atto è stata possibile grazie ai partner, come le aziende sociali e comuni della provincia di Como e Varese e agli istituti sanitari locali. Il coordinatore del piano è Denis De Salvo, responsabile dell'Area Adulti in Difficoltà presso l'Azienda Sociale Comuni Insieme, che ci ha raccontato il progetto e la sua filosofia.

Come è nata l’idea del progetto “LINK INSUBRIA: rete contro l’azzardo”?

"Nasce da una collaborazione con gli ambiti territoriali della provincia di Como e con ATS Insubria. Noi lavoriamo dal 2015 sul tema del disturbo del gioco d’azzardo. Sul tema l’idea iniziale di Regione Lombardia con ATS era quella di trovare delle azioni che includessero delle buone prassi che potevano essere condivise da tutti i comuni, in questo caso della provincia di Como. Dagli uffici della provincia di Como ci siamo espansi e il progetto lo scorso anno ha incluso 9 ambiti territoriali di cui 6 della provincia di Como e 9 della provincia di Varese per un totale di 97 comuni partner, 3 ASST con i relativi SERT, ATS Insubria e le aziende in ambito territoriale. Abbiamo raggiunto questo risultato dopo dieci anni di lavoro intenso su questo tema. Il progetto ha due azioni prioritarie: una quella del controllo e vigilanza e l’altra è quella dell’aggancio dei giocatori e dei loro familiari".

Cosa fate nello specifico?

"Facciamo dei tavoli con gli amministratori e la Polizia Locale con il risultato che a giugno andremo a definire le “buone prassi” ovvero la delibera di Consiglio che quindi identifica il fenomeno e dà mandato al sindaco di regolamentare gli orari del gioco d’azzardo e l’ordinanza sindacale".

Qual è stata la decisione del Consiglio di Stato riguardo all'appello presentato dalla Fiore Srl contro l'Ordinanza del Sindaco di Vertemate con Minoprio che fissava gli orari di funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro nelle sale giochi e negli altri esercizi autorizzati?

"Il Consiglio di Stato mette nero su bianco prima di tutto il fatto che i comuni possono regolamentare le attività del gioco d’azzardo. Inoltre all’interno della sentenza è stata ribadita l’importanza della fase istruttoria. Rispetto alla questione è importante sottolineare che l’istruttoria riguarda un progetto del 2016 con una scheda che includeva i 25 comuni partner. Si è creata un’area dove gli apparecchi per il gioco d’azzardo possono essere accesi dalle 9 alle 13 e dalle 18 alle 23. L’importanza riguarda la centralità del ruolo delle amministrazioni e il loro impegno in questa circostanza".

Quali sono le difficoltà di aggancio dei giocatori problematici? Come si agisce in questo senso?

"Sono due le grandi difficoltà. Innanzitutto il riconoscimento del problema, il giocatore non subito prende coscienza della questione. Purtroppo negli ultimi anni la disapprovazione sociale sul gioco sta diminuendo, si sta normalizzando questa pratica anche a causa dei programmi tv che incentivano questi giochi. Il secondo problema riguarda il modo in cui vengono considerati gli aiuti a disposizione dei cittadini. I luoghi di cura sono i SERT, i servizi per le dipendenze e i servizi sociali possono essere dei luoghi a cui rivolgersi. I SERT vengono visti ancora come luoghi dove vanno i tossicodipendenti e non luoghi dove posso trovare un aiuto per il mio problema. Inoltre i servizi sociali vengono, purtroppo, ancora interpretati come luoghi dove si reca il soggetto che si deve far pagare la bolletta e non dove è possibile trovare i professionisti che consentono di risolvere il problema. Purtroppo c’è un problema di comunicazione su questi servizi. È molto importante rivolgersi a qualcuno che possa aiutare i soggetti con questo tipo di difficoltà, noi lavoriamo per supportare queste persone".

La caccia al tesoro dedicata con Dramatrà-città in scena

All'interno del progetto “LINK INSUBRIA: Rete Contro l'Azzardo” è previsto un palinsesto di eventi finalizzato a sensibilizzare la popolazione sul tema delle dipendenze ed in particolare sulle problematiche legate al gioco d'azzardo. Con la data di sabato 20 aprile a Lomazzo si apre il calendario di questa iniziativa dall'alto contenuto educativo, che prevede cinque cacce al tesoro gratuite sul territorio, organizzate da Dramatrà- città in scena, grazie al finanziamento di Regione Lombardia e con Capofila Azienda Sociale Comuni Insieme.
Per chi non potesse partecipare alla data di Lomazzo di questo sabato, è possibile iscriversi per l'11 maggio a Cantù, il 18 maggio a Cassano Magnago, il 25 maggio a Varese, il progetto si conclude infine l' 8 giugno a Olgiate Comasco sul sito www.dramatra.it.

Dramatrà, nota su Milano per le coinvolgenti visite teatralizzate, opera in tutto il mondo da oltre dieci anni creando attività

ludiche finalizzate all’intrattenimento culturale alla formazione aziendale. In questa occasione è riuscita a veicolare contenuti sociali ed educativi attraverso un divertente gioco di enigmi, prove avvincenti e condivisione.

Commenti