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Addio al "merlo maschio" Lando Buzzanca

Lando Buzzanca, 'il maschio merlo' del cinema italiano, è morto oggi all'età di 87 anni dopo aver trascorso la sua vecchiaia tra svariati problemi di salute

Addio al "merlo maschio" Lando Buzzanca

Lando Buzzanca, l'attore che più di chiunque altro ha interpreto il maschio italico 'sciupafemmine', è morto oggi all'età di 87 anni. Da un paio d'anni era affetto una malattia invalidante che ne aveva compromesso le facoltà mentali e cognitive e da alcune settimane, dopo la frattura del femore, si trovava ricoverato al Gemelli.

A confermare la notizia della sua scomparsa è stato il figlio Massimo Buzzanca:"Ieri ero venuto a trovarlo - ha detto all'Adnkronos - e credo mi abbia riconosciuto perché si voleva alzare. L'ho convinto a rimanere a letto. Certo, le sue condizioni non erano delle migliori, ma speravo che almeno questo Natale lo passasse con noi. Quando mi hanno avvisato per dirmi che era peggiorato, stavo uscendo da casa per andare a trovarlo, ma sono arrivato tardi".

La difficile adolescenza di Lando Buzzanca

Gerlando Buzzanca, detto Lando, nasce a Palermo il 24 agosto 1935 in una famiglia di artisti. Suo zio era attore, mentre il padre faceva il proiezionista. Fin da bambino, Nando resta affascinato dal mondo del cinema e, all'età di 8 anni, esprime al padre la sua volontà di intraprendere la carriera d'attore, ma di tutta risposta riceve una sonora sberla. Per nulla demoralizzato, Lando, intorno ai 16-17 anni, si trasferisce a Roma per frequentare l'Accademia d'arte drammatica Sharoff e, contemporaneamente, si adatta a fare i lavori anche più umili. Sono anni difficile e l'aspirante attore siciliano decide persino di prostituirsi e soddisfare così i desideri delle quarantenni romane.“Una volta sono stato scelto da una signora strabica, ma con un corpo di una bellezza disarmante. Dopo aver fatto l’amore, quando cercavo il pretesto per intascare i soldi e andare via, mentre cercavo di uscire dalla stanza dell’hotel nel quale mi portò, tirò fuori una pistola. Mi sono detto: 'Se vuoi fare l’attore, devi levarti da questo imbroglio'. Dopo essermi ulteriormente intrattenuto con lei, ho intascato le 300 lire e ho definitivamente archiviato quel genere di esperienze”, rivelerà Buzzanca a ilGiornaleOff.it.

Anni '70, Lando Buzzanca diventa Il merlo maschio

Nel 1956 si sposa con Lucia Peralta dalla quale avrà due figli, Massimiliano e Mario Buzzanca. Nel 1959 viene preso per un ruolo da comparsa nel kolossal Ben-Hur. Due anni dopo arriva la svolta della sua carriera professionale quando Pietro Germi lo sceglie prima per il ruolo di Rosario Mulè nel film Divorzio all'italiana e, poi, nel 1964 per il film Sedotta e abbandonata. Sempre nel 1964 è attore non protagonista nel film drammatico Senza sole né luna, mentre tre anni dopo è il regista Alberto Lattuada a volerlo per il film Don Giovanni in Sicilia, tratto dall'omonimo romanzo dello scrittore Vitaliano Brancati. Da quel momento in poi Buzzanca viene scritturato per tutta una serie di commedie sexy all'italiana in cui interpreta la parte del gran seduttore. “Grazie a quei film mi sono comprato la villa al mare. E, comunque, anche in quelle parti c’erano risvolti meno banali di quello che si pensa. Le femministe mi odiavano, ma emergeva un uomo debole, succube delle donne”, dirà Buzzanca. Il film che determina la sua consacrazione internazionale è Il maschio merlo del 1971, diretto da Pasquale Festa Campanile. “Il Merlo Maschio era un uomo inutile. Si accorge di essere qualcuno solo quando tutti lo guardano perché ha una bellissima moglie”, spiegherà l'attore che, dopo aver ottenuto un sempre maggiore successo al botteghino, decide di fare una selezione più accurata dei film in cui recitare. “Mi proposero Adamo ed Eva, io e la Fenech dovevamo stare sulla scena nudi con una foglia di fico davanti: era davvero troppo, dissi di no”, dirà l'attore siciliano che nel 1970 riscuote un grande successo anche in televisione con la trasmissione Signore e signora, in coppia con Delia Scala.

Dopo aver recitato in film come L'arbitro, Il sindacalista e All'onorevole piacciono le donne, viene pian piano messo da parte a causa delle sue idee politiche di destra. “Quando dovevo recitare a teatro nelle province rosse non riuscivo ad entrare. A Savona hanno dovuto cambiare la compagnia perché non mi volevano. E a Bologna, ho recitato in un teatro privato”, rivelerà Buzzanca che vede nella destra il garante di alcuni valori, per lui molto cari come“ordine, famiglia, merito”. Con l'avvento della Seconda Repubblica avrà parole di stima nei confronti di Silvio Berlusconi: “Con tutte le beghe che si sentono in giro a lui è stata la politica a levargli un sacco di soldi. Per difendersi ha dovuto spendere 480 milioni di avvocati. Chi se ne frega se scopa, è divorziato! Lo odiano perché è un uomo di successo”. In occasione delle Politiche del 2006, però, dichiara la sua volontà di voler votare An alla Camera e Ds al Senato per aiutare il suo amico Gianni Borgna ad essere eletto (ma il suo appoggio non bastò). L'anno successivo, poi, esprime il suo voto a favore di Walter Veltroni alla guida del Campidoglio:“Resto uomo di destra, ma a Roma voto Veltroni: un intellettuale di statura europea”. In tempi più recenti, parlando del leader della Lega Matteo Salvini, dirà: “È intelligente, per questo lo vogliono fare fuori. Ma è uno che parla dicendo cose serie: quando ha fermato le navi è perché non se ne poteva più, si stava esagerando. Aiutiamo le persone ma non tutti: non possiamo avere settecento milioni di persone che entrano in un paese, ci stanno mangiando l’Italia!".

Dal ritorno in tivù alla depressione per la morte della moglie

La carriera professionale di Buzzanca, dopo alcuni anni di teatro, riprende vigore nel 2005 quando l'attore siciliano è protagonista della fiction di Raiuno Mio figlio che racconta la storia del commissario Vivaldi, padre di un ragazzo omosessuale e per questo gli arrivano non poche critiche proprio da parte del centrodestra. Nel 2007 Buzzanca riceve il Globo d’oro come miglior attore e una candidatura al David di Donatello per la sua interpretazione del Principe Giacomo Uzeda nel film I Vicerè di Roberto Faenza, tratto dall’omonimo romanzo di Federico De Roberto. Nel 2010, dopo più di 50 anni di matrimonio, la moglie Lucia muore di un male incurabile. "Sono stato un uomo di merda, perché appena trovavo una donna capace di farmi vivere un momento o un giorno insieme ci andavo. Però poi tornavo sempre a casa perché mia moglie l’amavo, l’amavo veramente”, ammetterà l'attore che, dopo la morte della moglie, vive un periodo di grande depressione.

Nel 2013, nonostante un rinnovato apprezzamento da parte del pubblico televisivo che lo segue con piacere nella fiction Il restauratore Buzzanca tenta il suicidio.“Quando ci siamo conosciuti lei non aveva ancora 18 anni e io 20, siamo cresciuti nell’amore. Dopo la sua morte avevo preparato tutto, avevo riempito la vasca d’acqua calda, ero pronto a tagliarmi le vene. A fermarmi sono stati i miei figli Mario e Massimiliano”, rivelerà nel 2014. Due anni più tardi Buzzanca inizia una relazione sentimentale con la giornalista Francesca Della Valle, più giovane di lui di 40 anni e, sempre nel 2016, riprende a lavoare partecipando come concorrente al programma Ballando con le Stelle in coppia con Sara Mardegan. È, invece, del 2017 il film Chi salverà le rose? in cui lui e Carlo Delle Piane recitano nel ruolo di una coppia di anziani gay.

Nell'aprile del 2021 Buzzanca, ormai 85enne, viene ricoverato all'ospedale Santo Spirito di Roma dopo essere caduto in casa e aver subìto un trauma cranico. Dopo circa un mese, Francesca Della Valle accusa i familiari (che smentiscono) di non consentirle di avere notizie del suo fidanzato. I figli Massimiliano e Mario, dopo l'ischemia che nel 2014 ha colpito suo padre causandogli l'afasia, hanno scelto di nominare un amministratore di sostegno che si occupasse di gestire i beni di famiglia. Una scelta che, già nel 2019, era stata fortemente criticata dal diretto interessato: “Vogliono farmi passare per rimbambito, vogliono vendere la mia casa bellissima e vogliono mettermi qualcuno accanto che gestisca i miei soldi e i miei beni. Non merito di finire così", aveva detto Buzzanca al settimanale DiPiù. L'attore, nel novembre 2022, all'età 87 anni, cade dalla sua sedia a rotelle dentro la Rsa dove era ospite ormai da tempo e viene ricoverato al policlinico Gemelli di Roma.

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