«Un amore splendido» che piacerà alle signore

«E chi non piange con me peste lo colga», direbbe il grande Amedeo Nazzari, parafrasando una sua celebre battuta de La cena delle beffe, divenuta un popolare tormentone pubblicitario mezzo secolo fa. Un amore splendido (21.15, Tv 2000) è un melodramma sentimentale che fece singhiozzare generazioni di spettatori. Lo diresse il poliedrico Leo McCarey nel 1957, rimettendo mano a un suo film di diciotto anni prima (Love Affair). E nel 1994 proprio con il titolo di Love Affair uscì la terza e, per ora, ultima versione della storia, interpretata da Warren Beatty e Annette Bening. Ma torniamo al film di stasera. Sul transatlantico che dall'Italia fa rotta verso New York, il pittore Nicki Ferrante (Cary Grant) incrocia l'affascinante cantante di night Terry McKay (Deborah Kerr). Anche se entrambi sono in viaggio per raggiungere i rispettivi fidanzati, nasce un'irresistibile passione. Aspettiamo sei mesi: se saremo ancora cotti e liberi dai nostri attuali legami, ci ritroveremo in cima all'Empire State Building. Il giorno stabilito il giovane si presenta puntuale all'appuntamento, ma la ragazza non c'è. Come mai? Per la frenesia di raggiungere l'amato bene, è stata travolta da un'auto. Lui, che ignora la disgrazia, si rassegna.

Scommettiamo che si rivedranno? Pur se stagionato e a tratti tremendamente piagnucoloso, è un film che si rivede con piacere, certamente più indicato per il pubblico femminile, meglio se disposto alla lacrima facile. Se il simpatico Cary Grant è perfetto nel ruolo del dandy, Deborah Kerr è troppo raffinata per il ruolo della sciantosa.

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