"Parlano della Carrà ma non la conoscevano. Su di lei dette falsità"

Le parole di Angelo Perrone, uno dei più grandi amici di Raffaella Carrà, a tutti quelli che hanno parlato di lei senza conoscerla

L'ira di Angelo Perrone: "Parlano della Carrà ma non la conoscevano"

Rompe il silenzio Angelo Perrone il press agent grande amico di Raffaella Carrà, che dal giorno della sua scomparsa ha tenuto per sé i ricordi e il dolore per la perdita di una delle persone più importanti della sua vita. Ora, però, dopo che tutte le trasmissione televisive hanno cambiato la programmazione per dedicare alla più grande showgirl di tutti i tempi un omaggio o un ricordo, le cose che ha visto e ha sentito lo hanno fatto rompere il silenzio.

“L’ho incontrata per la prima volta aspettandola fuori da Via Teulada - racconta con la voce che tradisce l’emozione - avevo 18 anni e lei era ospite di un’intera puntata di Domenica In condotta da Pippo Baudo. Era reduce dal trionfo del Fantastico con Corrado, e io rimasi ad aspettarla fuori dagli studi come un fan. L’anno dopo convinsi il direttore di un mensile musicale a dedicarle un articolo sul suo nuovo disco, e come giornalista fu la prima volta che ci incontrammo privatamente”.

Le cose poi andarono avanti tra di voi...

“Durante Pronto Raffaella mi invitò più di una volta nella redazione del programma. Ero uno dei pochi insieme ad Alessandro Lo Cascio che è poi diventato il suo più stretto collaboratore, ad essere accreditato per assistere alle riunioni di redazioni che si svolgevano dopo la trasmissione. Proprio lì nacque il nostro rapporto speciale, fatto di grande affetto e complicità. Non saprei neanche come poter spiegare con le parole quello che ci legava. Per questo quello che ho visto in questi giorni mi ha fatto rimanere molto male, e conoscendola bene avrebbe fatto rimanere male anche Raffaella”.

Che cosa l’ha fatto arrabbiare?

“Stanno parlando di lei persone che non l’hanno minimamente conosciuta, solo per andare nei salotti televisivi. Vengono dette cose inesatte. Sotto suggerimento di Clemente J. Mimun, ora direttore del Tg5, Raffaella mi prese per farle da ufficio stampa per il Festival di Sanremo da lei condotto nel 2001. È stato detto che non fu un successo, ma nessuno sa invece che lei fu chiamata all’ultimo momento dalla Rai, e per dovere nei confronti dell’azienda accettò senza mettere bocca sul cast artistico né tantomeno sugli ospiti, perché era già stato tutto deciso e precotto. Ci rimase male quando il Sig. Pippo Baudo le fece il diktat dei 10 comandamenti da seguire a Sanremo. Come se lei fosse una principiante. Ho apprezzato ad esempio il silenzio di Loretta Goggi, ma anche lei all’epoca ci tenne a puntualizzare, correggendo i giornalisti, che la prima conduttrice donna a presentare il Festival fu lei e non la Carrà. Raffaella non replicava mai, non era nel suo stile. Diceva sempre: 'Falli parlare'".

Cosa ne pensa dell’idea di Milly Carlucci di intitolare a Raffaella Carrà il Foro Italico?

“No grazie. Ho apprezzato Milly Carlucci che ha reso omaggio al feretro, ma Raffaella merita, come proposto Cristiano Malgioglio, che le sia intitolata Via Teulada 66, perché è da lì che ha iniziato. Volevo anche rispondere a quello che Milly Carlucci ha detto rispetto all’invito fatto alla Carrà a fare il giudice al Cantante Mascherato. Non è vero che Raffaella non rispose perché stava male, lei rispose con un secco: "No grazie". Non avrebbe mai accettato un ruolo del genere. Non ha mai fatto il giudice, a The Voice lei era una coach. Anche Magalli, che è stato ospite in molte trasmissioni questi giorni, ha detto delle cose non completamente vere. Ho apprezzato che l’ha ossequiata a Via Teulada davanti al feretro, ma dire che quando ha fatto Pronto Raffaella arrivava durante un periodo di appanno lavorativo che non ha mai avuto, mi è sembra esagerato. Così come lo show dei fagioli, sono stato felice che lui abbia rettificato che la Carrà odiasse venire identificata con quel gioco. In quella trasmissione lei ha intervistato ospiti prestigiosi da Madre Teresa di Calcutta al presidente Pertini a Gorbaciov. Ha fatto bene a riprendersi il merito di averlo inventato, ma forse ha la memoria corta perché lui stesso ha ammesso in passato di averlo ripreso da una televisione privata laziale”.

Chi ha apprezzato invece?

“Ho trovato i più sinceri all’attesa del feretro Stefano Coletta direttore di Rai 1 e Fabrizio Salini amministratore delegato Rai, come anche i tanti spazi a lei dedicati dal programma L'Estate in Diretta”.

Come è stata Raffaella con lei?

“Voglio solo raccontare un episodio. Ho avuto un grave problema cardiaco e lei lo apprese durante la trasmissione Storie Italiane condotta da Eleonora Daniele. Fu sempre presente, prima, durante e dopo l’operazione. Tutto questo sapendo oggi che stava male, acquisisce un valore in più, a differenza di sue colleghe che anche per un mal di testa fanno interviste e vanno in tv. Questa era lei nei miei confronti”.

Nel privato che donna era?

“Una persona molto generosa, ma questa cosa non la sbandierava ai quattro venti. Mi ricordo quanto lei fosse contraria ad eventi e a feste mondane, ma mi fece il grande regalo quando firmai il contratto per la Miramax America di venire con Sergio Japino, a presenziare alla cena in mio onore. Fu il regalo più grande che potessi ricevere”.

Chi erano i suoi più cari amici oltre lei?

“In assoluto Sergio Japino, Alessandro Lo Cascio, Gianluca Bulzoni. Era molto amica di Renato Zero, di Cristiano Malgioglio e Antonello Venditi. Lei non amava molto circondarsi di gente del mondo dello spettacolo. Preferiva come amici la gente normale”.

L'insegnamento che le ha lasciato?

“La serietà e la lealtà. Lo diceva sempre: 'Nella vita bisogna sempre essere seri e leali. Sarò ai suoi funerali e ho saputo che in prima serata su Raiuno un nuovo inedito Techetechete per la durata di 2 ore dedicato a Raffaella curato da Salvo Quercio. Il mio appello al dirrettore Coletta ha funzionato, mi piace pensare così".

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