Il buon senso va in vacanza: il kompagno torna in tv

L'annuncio di una pausa dalla tv dopo la polemica sulla lavoratrice in nero di Angelini ha avuto effetto per due settimane: per lui redenzione immediata

Il buon senso va in vacanza: il kompagno torna in tv

"Chiedo scusa. Ho sbagliato e mi dispiace. Ripongo la chitarra nella custodia e mi prendo una pausa", scriveva Roberto Angelini su Instagram pochi giorni fa. Era il 20 maggio. Leggendo questo post, in tanti hanno pensato: "Finalmente uno di sinistra che si assume le sue responsabilità ed è capace di farsi da parte". Ci avevamo pure creduto, o forse sperato, ma in questo momento non ha molta importanza. Infatti già venerdì Roberto Angelini era al suo posto a Propaganda Live. Quanto è durata questa pausa? Due settimane. Accipicchia.

Ma d'altronde non ci si deve stupire, perché Roberto Angelini fin dall'inizio di questa vicenda ha incarnato perfettamente tutte le caratteristiche della doppia morale rossa. Il chitarrista viene multato per aver fatto lavorare in nero nel suo ristorante una rider. Ammenda di 15mila euro per lui e piagnisteo social per ricevere la compassione dei kompagni. Nel suo primo lungo post non c'era nemmeno uno straccio di ammissione di colpa ma solo un profluvio di parole tese a dipingersi sul volto la maschera della vittima, del ristoratore che non ha avuto l'aiuto dello Stato.

Tra le lacrimucce virtuali spiegava che era stato costretto a trovare un modo per tirare avanti e non chiudere e che la persona che l'ha denunciato non è altro che una "pazza incattivita dalla vita". Sì, proprio così. Già qui uno si immaginerebbe gli strali dei rossi amanti del politicamente corretto che gridano al sessismo. E invece no, tutto ha taciuto da parte di chi avrebbe potuto alzare la voce facendosi davvero sentire. Invece, quelli che ben pensano su questo hanno girato lo sguardo dall'altra parte.

Quella "pazza incattivita dalla vita", da lui così descritta, per altro è una sua amica, che si è permessa di raccontare la verità nonostante lui volesse solo "fare del bene". Il buon samaritano con la chitarra non si sarebbe mai aspettato che facendo lavorare una persona in modo illegale, facendo leva sul suo momento di difficoltà, potesse arrivare denuncia. Benvenuto nel mondo reale, caro kompagno.

Ma la cosa assurda in questa narrazione vittimista di Angelini è stata la solidarietà che ha ricevuto da parte di molti big della musica, tutti amici con il cuore a sinistra e il portafoglio a destra. Poco importa se, al di là del piagnisteo, si è configurato il lavoro illegale ed è stata offesa una lavoratrice sfruttata: Roberto Angelucci è di sinistra e quindi ha sicuramente fatto tutto in buona fede, no? Che poi, se vogliamo dirla tutta, non è stata nemmeno la rider a denunciare ma è stata costretta a raccontare alle forze dell'ordine il motivo per il quale si trovava in giro oltre l'orario del coprifuoco per non incorrere lei in una sanzione.

Definito questo bel quadretto e fatta la sua figura, Roberto Angelini aveva pure ammesso le sue colpe in barba a quanti gli avevano espresso la loro solidarietà. Si era autosospeso e aveva anche lanciato un messaggio forte. E invece niente. Eppure, nel covo rosso di Propaganda Live non mancano mai le stilettate agli imprenditori che sfruttano i lavoratori, alle multinazioni che non regolarizzano le posizioni dei dipententi. Ma si sa, quando ci sono di mezzo i kompagni non sempre uno vale uno. Sarebbe bastato aspettare l'inizio della stagione successiva per tornare con la chitarra in mano su quel palco, si sarebbero salvate almeno le apparenze.

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