Il calo di pressione della Pausini e la sua assenza di 20 minuti

La cantante ha ammesso che era troppo emozionata e che vedere messaggi in lingue diverse è stato bellissimo. Non ha escluso di condurre un giorno Sanremo

Il calo di pressione della Pausini e la sua assenza di 20 minuti

Ieri, durante la serata conclusiva dell’Eurovision Song Contest 2022, Laura Pausini ha avuto un calo di pressione che l'ha costretta ad allontanarsi per una ventina di minuti. Quando poco dopo è rientrata si è scusata affermando di essere stata troppo emozionata. Proprio lei che aveva aperto la finale, andandosi ad accaparrare il momento più importante insieme a quello della acclamazione del vincitore. "Temevo questo opening e ci ho lavorato molto", ha ammesso rispondendo a distanza al Corriere della Sera durante una pausa della diretta. “Sono partita dalla passione, cui mi sono riavvicinata durante la lavorazione del mio film, per il mondo dell’arte e dei colori, per raccontare 5 momenti musicali, ma anche 5 dischi e 5 anni della mia carriera. Ogni canzone era un color block da un minuto e tutta la scena doveva essere cambiata: un minimo errore avrebbe fatto perdere il senso a tutto”.

Preparazione fisica e mentale

Sull’esperienza fatta ha spiegato che si è trattata di una delle cose più belle che ha fatto nella sua vita. Ma anche una delle più difficili perché ha richiesto preparazione sia fisica che psicologica e ha quindi dovuto lavorare molto su se stessa. Da italiana, sarebbe stato scontato attribuire i 12 punti alla canzone di Mahmood e Blanco, anche se non ha nascosto che ogni volta in cui l’ascolta le vengono davvero i brividi. La cantante si è poi detta dispiaciuta per l’eliminazione di Lauro, che ha scoperto in diretta e non le pareva vero. Sull’Ucraina la Pausini ha sottolineato che “lo slogan The sound of beauty è sinonimo di The sound of peace: la bellezza è pace. Mi è piaciuto vedere messaggi, suoni e lingue diverse: un’eterogeneità meravigliosa”.

Il Festival di Sanremo

Sul fatto che Damiano dei Maneskin abbia classificato "paraculo" chi non si schiera, la cantante ha prima tenuto a precisare che il gruppo rock è formato da artisti fenomenali e che, da italiana, si sente fiera del loro successo mondiale. Ha poi ricordato che questi ragazzi poco più che ventenni hanno la stessa energia e sfrontatezza che aveva lei all’inizio della sua carriera. “Di Damiano apprezzo l’essere senza peli sulla lingua. I quattro hanno capito cosa significa essere artista: essere veri. La falsità non è sinonimo di empatia. Se sogniamo noi possiamo far sognare, se riflettiamo noi possiamo far riflettere”, ha aggiunto.

La Pausini non ha escluso la possibilità di poter un giorno condurre il festival di Sanremo sul palco dell’Ariston, che anche dopo trent’anni resta per lei il più emozionante. Le esperienze che ha fatto in Nord America, in Messico e in Spagna di talent sono state per lei tutte positive, ha vinto ovunque e i ragazzi che facevano parte della sua squadra hanno avuto successo. Per questo motivo ha asserito che sarebbe interessante scoprire e coltivare nuovi talenti anche in Italia.

Quel porca vacca è un suo intercalare

In ultimo, parlando dei suoi due co-conduttori all'Eurovision, Alessandro Cattelan e Mika, non si è trattenuta nei complimenti: “Sono due grandi professionisti, non potevo sperare di avere dei compagni di viaggio migliori. Siamo un gruppo molto unito e affiatato. Abbiamo una chat, si chiama ‘3 euroguys’ ed è ancor aperta e bella attiva... anzi cari Mika e Ale, dimenticatevi di poterla cancellare oggi: non ci pensate proprio”.

Ovviamente la Pausini non ha potuto sorvolare sull’esclamazione fatta durante la prima serata della manifestazione canora, quel "porca vacca" che per lei è“un intercalare che utilizzo nella quotidianità, tutte le volte che sbaglio qualcosa. Solo oggi lo avrò detto 6 volte. L’altro giorno durante le prove abbiamo sbagliato per l’ennesima volta una parola in inglese e mi è uscito. Si erano raccomandati tanto di non parlare in italiano ma poi se scappa scappa. Pazienza… però meglio porca vacca di qualche altra parola, no?”.

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