Caso molestie, ora i vip si schierano. La Mussolini: "Noi donne sappiamo difenderci"

Il settimanale Chi ha intervistato alcuni personaggi del mondo dello spettacolo sul tema delle molestie. Alessandra Mussolini: "Noi donne siamo in grado di difenderci"

Lo scandalo delle molestie che ha travolto nei mesi scorsi Harvey Weinstein continua a far discutere.

Dopo la denuncia di decine di attrici e modelle e dopo la netta presa di posizione di Asia Argento, con annessi attacchi di altri personaggi del mondo dello spettacolo, il settimanale Chi ha realizzato una grande inchiesta su questo tema. "Abbiamo chiesto - scrive la rivista - a produttori, imprenditori, intellettuali sia uomini sia donne, se stanno dalla parte di Catherine Deneuve, che è contro la demonizzazione del maschio, (nei giorni scorsi ha difeso la 'libertà di importunare', parlando di una 'caccia alle streghe' avviata dopo l'emergere del caso Weinstein, ndr) o da quella di Asia Argento, che invece è contro le molestie da parte degli uomini di potere".

Le risposte sono varie. Eccone alcune. "Con nessuna delle due. Considero giustissima la battaglia contro il ricatto sessuale", dice Alba Parietti. Mentre Alessandra Mussolini si schiera dalla parte francese: "Noi donne siamo in grado di difenderci e rifiutare un'attenzione sgradevole".

Pierluigi Battista, editorialista del Corriere, invece, non ci sta: "Evidentemente Catherine Deneuve e le francesi hanno sottovalutato il ricatto sessuale. Su questo bisogna essere intransigenti perché il corteggiamento è una cosa diversa". Dello stesso parere è lo scrittore Andrea Purgatori: "Cancellare lo scandalo in nome della libertà di flirtare è una banalità".

E per finire Imma Battaglia, attivista Lgbt, sta con Asia Argento: "La Deneuve è di un'altra epoca o è stata solo molto fortunata: quella dagli States è una vera e propria rivoluzione".

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