Cesare Bocci e la moglie Daniela: "In ospedale presero l’ictus per una crisi di nervi"

Ospiti a “Domenica In”, l’attore e la moglie ritornano su quanto è accaduto 19 anni fa, subito dopo la nascita della loro prima figlia

L’amore di Cesare Bocci e Daniela Spada ha vinto contro ogni difficoltà. Ospiti di Mara Venier a Domenica In, l’attore e la moglie ritornano su quanto è accaduto nella loro vita 19 anni fa, subito dopo la nascita della loro prima figlia, la piccola Mia: l’ictus che ha colpito Daniela il 1° aprile 2000 e che ha segnato dramma e rinascita della loro vita di coppia. I due ripercorrono quel periodo, a partire dalla voglia di avere un figlio.

Ci siamo detti – spiega Bocci –: 'Che ne dici se facciamo un fi'... e lei era già incinta!”. I primi attimi furono felici, poi sono iniziati i problemi. La mattina dopo – racconta Spada –, l’apoteosi. Mentre allattavo, ho avuto un grandissimo mal di testa”. Era il preludio all’ictus: un’embolia post-partum. “L’ho trovata sul letto incosciente – rivela l’interprete di Mimì Augello nella serie Il commissario Montalbano: chiamo il 118, do la bimba alla vicina che aveva già cinque figli e corriamo in ospedale”.

Cesare Bocci: “Se Daniela è qui è perché ha combattuto”

L’esperienza in clinica è stata a dir poco traumatica. “ – dice Bocci – si è aperto un mondo di belle cose e anche di brutte cose. Noi abbiamo un sistema sanitario veramente straordinario, ma è fatto di uomini e gli uomini a volte non sono perfetti. Ci sono medici straordinari, purtroppo quel giorno abbiamo beccato lo stro... di turno, che prende il suo ictus per una crisi di nervi di una signora che ha appena partorito e credendo che avessimo litigato. Io a quel punto lo mando a quel paese”.

Quando si tratta di ictus – ribadisce Daniela – il tempo è fondamentale: nel caso di un ictus devi intervenire subito e invece l’idea di una litigata ha fatto passare tanto tempo”. La coppia ha raccontato questa vicenda nel libro “Pesce d’aprile. Lo scherzo del destino che ci ha reso più forti”, edito da Sperling & Kupfer. Un ictus, sostiene oggi Spada, non è la fine del mondo. “L’ictus – spiega – è stata un’onda che mi ha travolta. Essere disabile non è facile, è difficilissimo. Ci sono persone che stanno sulla sedia a rotelle, che hanno problemi enormi e che vanno aiutati”.

Collaboriamo con associazioni per disabili – conclude Cesare Bocci –. Daniela è una disabile, perché continua ad avere problemi. Dal momento che sono un personaggio dello spettacolo abbiamo capito che potevamo raccontare questa storia, per far capire che se Daniela è qui è perché ha voluto combattere per rialzarsi. Dobbiamo pensare che possiamo fare tanto con pochissimo”.